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Il dramma dei Boyle: una figlia uccisa e la moglie violentata dai talebani

Liberato dopo cinque anni di prigionia l'uomo è rientrato in Canada: tanta cattiveria per rapire un pellegrino e la moglie incinta

Joshua Boyle con la miglie Caitlan Coleman e i figli
Joshua Boyle con la miglie Caitlan Coleman e i figli

globalist

14 Ottobre 2017 - 08.35


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Un dramma maggiore di quello che si pensava: Joshua Boyle, il canadese tenuto in ostaggio con la sua famiglia per cinque anni da estremisti vicini ai talebani dopo essere rientrato in Canada, ha detto che i sequestratori, membri della rete Haqqani, hanno ucciso una bambina, loro quarta figlia, e violentato sua moglie durante la prigionia.
Nulla si sapeva di una quarta figlia della coppia prima che Boyle parlasse ai giornalisti all’aeroporto di Toronto.
“La stupidità e la cattiveria della rete Haqqani di rapire un pellegrino e sua moglie incinta di vari mesi impegnata nell’assistenza di persone bisognose neglle regioni afghane controllate dai talebani è stata eclissatta solo dalla stupidità e cattiveria di autorizzare l’uccisione della mia figlia femmina”, ha detto Boyle.
Suo fratello minore Dan ha detto, dalla casa di famiglia a Smith Falls, in Ontario, di avere parlato con Joshua diverse volte negli ultimi giorni. “Sta molto bene – ha detto – Sembra come cinque anni fa. Sembra che abbia tenuto la testa sulle spalle e sia rimasto lucido”.
Boyle ha parlato con i giornalisti appena sceso dall’aereo insieme alla moglie americana, Caitlan Coleman, e i loro tre bambini. La famiglia ha reagito alla circostanza con “ineguagliabile resilienza e determinazione” ha infine detto Boyle. La coppia stava facendo un tour in oriente quando è stata sequestrata da una rete di estremisti vicini ai talebani. La donna, a quel tempo, era già incinta del primo figlio

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