Nazisti, veleni e alleanze letali: l'Austria verso l'ultradestra

Domenica alle urne con mille palpiti anche per l'Europa. L'ipotesi è  che Sebastian Kurz possa allearsi con il partito di Heinz-Christian Strache, che nelle ultime ore guadagna punti (verso il 27%)

Sebastian Kurz

Sebastian Kurz

globalist 13 ottobre 2017

Aveva ragione il Guardian, allora. Ve lo abbiamo raccontato qualche giorno fa. A tre giorni dal voto, la svolta a destra dell'Austria è quasi una certezza.  C'è puzza di neonazismo e in parte lo dimostrano le dichiarazioni  del  ministro dell'Interno Sobotka che ha affermato di voler portare «gli ingressi illegali a zero». L'ipotesi che sta prendendso corpo è  che Sebastian Kurz, il "Wunderkind" del'Oevp che probabilmente diventerà cancelliere (dato intorno al 33%), possa allearsi con il partito dei populisti Fpoe di Heinz-Christian Strache, che nelle ultime ore guadagna punti (verso il 27%). Strache, leader dell'Fpoe è uomo di ultradestra. A vent'anni venne arrestato per aver artecipato a una manifestazione pro-Hitler e oggi le cose non vanno meglio. EL'erede di Joerg Heider sta alzando i toni dello scontro, cavalcando l'islamofobia, il razzism, la xenofovia. .Ma i toni del Fpoe non collidono troppo, alla fine, con le paure cavalcate un questa campagna elettorale dal possibile vincitore delle urne, Kurz. Il ministro degli Esteri ha portato avanti una politica del pugno duro su profughi e immigrati, facendo promesse vaghe, come il taglio delle tasse - "agli austriaci alla fine in busta paga deve restare di più", ha ripetuto costantemente - ed evitando le insidie di un vero e proprio programma. E l'operazione del 31enne che si è preso il partito - trasformato in una lista personale - e che è riuscito a mettere nell'angolo la vecchia guardia, (il 75% dei vecchi esponenti non siederà più in parlamento), va letta come un successo proprio nei confronti della destra oltranzista, che è stata per anni in vantaggio nei sondaggi.È rimasto sempre troppo sulla difensiva invece il cancelliere socialdemocratico Christian Kern: anche lui giovane, ritenuto da tutti una speranza del partito dell'ex cancelliere dimissionario Werner Feymann, il candidato non è mai riuscito a prendere davvero l'iniziativa. Fino allo scandalo che lo ha travolto qualche giorno fa: quando è venuto fuori che il consulente pagato per la campagna elettorale, Tal Silberstein, avesse promosso una dirty campaigning contro Kurz, con pagine Facebook fake che potavano il suo nome. Gli effetti sui consensi del Spoe sono stati immediatamente visibili nei sondaggi, il partito è crollato al 23%.