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Oltre il 90% dei disperati di Calais sogna di arrivare in Gran Bretagna

Molti non conoscono il contenuto dell'Accordo di Dublino e sono convinti che non valga oltre Manica. La maggioranza sono giovani con une età media di 21 anni.

Migranti a Calais
Migranti a Calais

globalist

6 Ottobre 2017 - 12.02


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Il sogno è lì, al di là di quel tratto di mare che sembra essere sempre più largo. E’ il sogno di andare in Gran Bretagna che regala ai migranti accampati sulla costa francese della Manica, dalle parti di Calais, la forza di resistere.
Un sondaggio, fatto tra questa comunità composta da uomini che arrivano dagli angoli più poveri della terra, non lascia spazio ad interpretazioni. IL 92,5 per cento degli intervistati ha detto che resisterà sino a quando potrù scavalcare il mare, tentando con ogni mezzo possibile.
Resistere, si impongono, su una terra che per loro non è ospitale anche dal punto di vista del clima, dove riesci a dormire solo tra un passaggio e l’altro delle pattuglie della polizia. Solo il 6,5 per cento dei migranti intervistati ha detto di volere restare in Francia per chiedere asilo.
Le testimonianze sono state raccolte da una ventina di volontari, che hanno parlato con i migranti – 214 sui 700 ‘censiti’ a Calais in questi giorni – nei punti dove sono distribuiti i pasti. Dopo che lo Stato francese ha smantellato la ”giugla”, dove migliaia di migranti hanno vistuto per mesi in condizioni disumane, ora sono i volontari di ong francesi e britannici ad assisterli. Si tratta, in maggioranza, di uomini, soprattutto giovani, arrivati dalle regioni subsahariani, dall’Afghanistan o in fuga dallo Stato che non esiste, il Kurdistan.
Il desiderio di raggiungere la Gran Bretagna è motivata spesso dal fatto che lì vivono già dei congiunti. Questi migranti, la cui età media è di 21 anni (ma ce ne sono di appena 13 anni) dicono che a muoverli c’è anche la voglia di studiare (15%) o di lavorare (9%).

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L’8 per cento si dice convinto che la conoscenza della lingua inglese favorità una rapida integrazione. Cosa impossibile se resteranno in Francia.
Ma la barriera linguistica non è l’unica cosa che toglie loro il desiderio di rimanere in Francia. Secondo l’indagine, il 10% dei giovani erroneamente ritiene che il regolamento di Dublino non si applica oltre Manica, mentre il 6% pensa che i diritti umani siano rispettati di più in Gran Bretagna. La paura che manifestano i migranti, per la mancata conoscenza delle procedure, è che se restano a Calais possano essere rimandati in Italia o Bulgaria o in un’altra località francese, in base all’accordo di Dublino che lega il richiedente asilo al primo Paese europeo dove ha lasciato traccia di sè da un punto di vista amministrativo.

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