La polizia ha usato proiettili di gomma vietati. Cosa farà la magistratura?

Si tratta di grosse palle di gomma dura, che non possono essere utilizzate dalle forze di polizia catalane da tre anni.

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1 Ottobre 2017 - 18.50


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Quanto sta accadendo in Catalogna avrà certamente delle conseguenze dal punto di vista giudiziario perchè bisogna capire come la Procura generale catalana interverrà nei confronti di chi ha disatteso le sue indicazioni in merito alle misure da adottare per evitare la tenuta di un referendum dichiarato illegale dalla Corte costituzionale. Un atteggiamento che riguarda non solo la politica (con la Generalitat al completo, non tanto come promotrice del referendum, quanto come organizzatrice del suo svolgimento) , ma anche la pubblica amministrazione. Come quei sindaci che, nonostante siano stati diffidati, hanno confermato la messa a disposizione dei locali dove sono stati (o dovevano essere) istituiti i seggi. Ma oggi c’è un altro aspetto che sarebbe paradossale se non fosse, a suo modo, per certi versi drammatico.
Oggi per dissolvere gli assembramenti degli elettori davanti ai seggi e rimuovere  le catene umane che bloccavano l’accesso degli automezzi, le forze di polizia al comando del Ministero dell’Interno hanno usato anche dei fucili che sparano proiettili di gomma dura. Cosa che possono fare in tutta la Spagna, ma non in Catalogna dove questo tipo di proiettili è vietato ormai da tre anni anche alle forze di polizia, Mossos d’esquadra compresi.
Oggi uno degli agenti delle Unità d’intervento della Polizia (le temute Ipu) ha usato proiettili di gomma (delle palle della grandezza di poco inferiore a quelle usate nel tennis) per disperdere l’assembramento tra vie vie Sardenya e Diputació. Secondo fonti giornalistiche, i proiettili di gomma sono stati usati in almeno un’altra circostanza, sempre per disperdere la folla dei manifestanti.Almeno due persone sono rimaste ferite, una delle quali – un uomo – è stata colpita da uno dei proiettili all’occhio, cosa che ne ha imposto l’immediato ricovero in ospedale, dove è stata immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza.
Ora, cosa farà la magistratura catalana in questa particolare vicenda? Perseguirà l’agente che ha usato proiettili vietati o chi, manifestando per un referendum illegale, ne ha causato l’azione? Anche perché, a Tarragona, i manifestanti hanno preferito lanciare dei sassi piuttosto che attendere la reazione degli agenti.

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