Nuova strage di Rohingya per un naufragio: 60 annegati, molti i bambini

Nelle stesse ore in cui 88 ong hanno accusato la Birmania di crimini contro l'umanità. La richiesta dell'Onu di un accesso umanitario rimasta senza risposta.

Profughi Rohingya
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30 Settembre 2017 - 10.14


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Nelle ore in cui – secondo la denuncia delle Nazioni Unite – almeno sessanta profughi dell’etnia minoritaria musulmana birmana dei Rohingya sono annegati in mare nel tentativo di raggiungere il Bangla Desh, 88 organizzazioni non governative hanno acccusato la Birmania di crimini contro l’umanità.
I corpi recuperati dei naufraghi – che viaggiavano in un numero ancora imprecisato su un barcone – sono trasferiti in una scuola vicino al mare per consentire le procedure per l’identificazione. 23 cadaveri sono stati riportati dalle correnti sulla terra ferma, di altri quaranta si teme che siano annegati e  ancora in mare.

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Secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni, a bordo dell’imbarcazione colata a picco c’erano almeno 50 bambini, partiti mercoledì sera da un villaggio sulla costa dello Stato di Rakhine, epicentro delle violenze contro la minoranza musulmana.
Nei campi dei rifugiati in Bangla Desh la situazione sta diventando drammatica. La Croce rossa internazionale lancia l’allarme per ”rischi sanitari importanti” e per epidemie, a causa delle disastrose condizioni igieniche, con migliaia di casi di dissenteria acuta.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto ufficiamente al governo birmano di consentire un ”accesso umanitario” nelle zone del conflitto, ma sino ad oggi dalla Birmania non c’è stata alcuna risposta

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