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Muore il re della fake news: Obama è gay e musulmano

Paul Horner aveva inventato storie che erano finite in cima alle indicizzazioni di Google e che erano diventate virali in Facebook

Paul Horner
Paul Horner

globalist

27 Settembre 2017 - 17.58


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Aveva fatto della “falsa notizia” un vero e proprio business, tanto da creare grande confusione durante l’ultima campagna presidenziale americana. Paul Horner, 38 anni, è stato trovato morto a casa sua a Laveen, in Arizona, il 18 settembre scorso. Secondo le autorità della contea di Maricopa, i risultati dell’autopsia suggeriscono che il trentenne sia stato vittima di una overdose accidentale, come riporta il New York Daily News. Le cause della sua morte non sono ancora state ufficialmente comunicate.
Intervistato nel novembre 2016 dal Washington Post, Paul Horner aveva dichiarato in merito al suo coinvolgimento nella campagna presidenziale, non senza un po’ di megalomania: «Penso che Donald Trump sia alla Casa Bianca a causa mia». Il re delle “fake news”, era lui. Durante il feroce duello tra Hillary Clinton e Donald Trump, il 30enne ha inventato storie che erano finite in cima alle indicizzazioni delle notizie di Google e che erano diventate virali in Facebook.
 L’americano aveva scritto in particolare che Barack Obama era «gay e musulmano radicale», che il misterioso artista di strada Banksy non era altro che lui, che l’attore Bill Murray si stava candidando alle elezioni presidenziali o che i manifestanti erano stati pagati migliaia di dollari per protestare alle conferenze di Donald Trump. Regolarmente calunniata, anche Hillary Clinton è stata oggetto dell’immaginazione di Paul Horner, nonostante il 30enne non abbia mai nascosto la sua avversione per Donald Trump, che non avrebbe mai pensato potesse vincere. Stupefatto per le serie e concrete conseguenze delle sue storie inventate, Horner non ha mai espresso rimorso per quanto fatto.
Vedendosi come un artista del falso, Paul Horner era orgoglioso della sua attività, sostenendo avesse uno scopo preciso: spingere gli utenti di Internet a controllare i fatti. Ma va anche sottolineato che sfornando false notizie, secondo Les Echos.fr , ha guadagnato tra i 5’000 e i 10’000 dollari al mese. Durante la campagna presidenziale potrebbe aver incassato fino a 18’000 dollari alla settimana. Paul Horner era alla guida dei siti di false notizie National Report e News Examiner. Ha anche creato falsi indirizzi con il nome di veri media come Cnn o Abc News.
Oggi, alcune informazioni che Horner ha messo insieme parecchi anni fa continuano a circolare sul web, condivise dagli utenti di Internet, convinti che siano la pura verità.

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