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L'Isis respinto a Ramadi, almeno 20 miliziani uccisi dalle forze irachene

La città, sino alla fine del 2015, era controllata da Daesh. In tre distretti dichiarato il coprifuoco. In mano agli jihadisti rimangono le città di Qaim e Rawa.

Battaglia per il controllodi Ramadi
Battaglia per il controllodi Ramadi

globalist

27 Settembre 2017 - 08.03


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Le forze irachene, dopo ore di feroci combattimenti, hanno respinto il tentatiivo dei miliziani dell’Isis si tornare nel perimetro urbano di Ramadi, capitale della provincia di Anbar, ad ovest di Baghdad, da cui sono stati scacciati nel 2015.
Secondo quanto ha detto ai giornalisti il capo della polizia provinciale, il generale Hadi Razij Kassar, le forze di sicurezza e le milizie tribali hanno ripreso il controllo dei distretti di Al-Tash, Majr e di quello chiamato Chilometro sette, dove ora è stato dichiarato il coprifuoco.
“Tutti i membri di Daesh sono stati uccisi” ha aggiunto l’alto ufficiale.
L’operazione dei combattenti jihadisti potrebbe essere stata un tentativo di alleggerire l’offensiva che il governo di Baghdad ha lanciato, la scorsa settimana, per sottrarre all’Isis il controllo di alcuni centri nella valle dell’Eufrate.
Secondo quanto scrive il sito IraqiNew, nei combattimenti sono rimasti uccisi 20 miliziani dell’Isis. Notizia confermata dalla tv indipendente irachena Alsumaria.
Lo Stato islamico controlla ancora le città di Rawa e Qaim, nella stessa provincia di Anbar. Per la riconquista di Rawa le forze irachene e truppe tribali stanno preparando una offensiva. 

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