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Hamas si dice pronto ad un accordo con al Fatah, elezioni e governo unitario

L'annuncio arrivato dopo anni di durissima contrapposizione tra i due movimenti. Alla base la gravissima situazione umanitaria della striscia di Gaza, per il blocco imposto da Israele

Miliziani di Hamas
Miliziani di Hamas

globalist

17 Settembre 2017 - 07.51


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Con una iniziativa che è giunta a sorpresa, anche se i timidi segnali in questo senso si coglievano da qualche tempo, Hamas si è detto pronto ad una riconciliazione con al Fatah, guidato da Mahmud Abbas. Al potere a Gaza nel 2007, Hamas, con un comunicato di questa mattina, ha dato la sua disponibilità a discutere la formazione di un governo di riconciliazione con i suoi rivali di Fatah e tenere le elezioni generali.
La svolta giunge dopo che Hamas è stata indebolita da anni di blocco israeliano e dal deterioramento dei suoi rapporti con l’Egitto dopo la cacciata, nel 2013, dell’ ex presidente egiziano Mohamed Morsi, islamista, grande protettore del movimento.

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Il raffreddamento dei rapporti con l’Egitto, con la presa del potere da parte del generale al Sisi ha comportato un netto cambio di atteggiamento nei confronti di Hamas. Infatti, dopo la caduta di Morsi, quasi il 90% dei tunnel che venivano usati per contrabbandare merci tra Egitto e Gaza (un sistema vitale per l’economia di sopravvivenza della striscia) sono stati distrutti dal Cairo.
Hamas ha dovuto anche arretrare dalle sue posizioni a causa della gravissima crisi umanitaria a Gaza, che ha giustificato l’offensiva diplomatica dell’Autorità palestinese per indurre il movimento islamista a comporre le fratture ideologiche ed a negoziare il varo di un governo di unità nazionale. Secondo le Nazioni Unite Gaza. una delle aree più densamente popolate al mondo (vi risiedono due milioni di persone), potrebbe diventare “invivibile” entro il 2020.

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