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Il bacio di gioia e di dolore del rifugiato ai figli rinchiusi in gabbia

Lui si chiama Ammar Hammasho e vive a Cipro, dopo tanto tempo ha ritrovato i figli che però sono in un campo e da lì non si possono muovere

Foto di Yiannis Kourtoglou per l'agenzia Reuters
Foto di Yiannis Kourtoglou per l'agenzia Reuters

globalist

11 Settembre 2017 - 21.24


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Brutta la guerra. Bisognerebbe farsela raccontare da chi l’ha vissuta e ne conosce il dolore, la paura e perfino l’odore.
Ammar Hammasho è siriano che vive a Cipro. Anche lui lontano dalla famiglia costretta a vivere in una terra dove c’è morte e distruzione.
Ma Ammar ha avuto una grande gioia: aver potuto rivedere i suoi figli vivi. Piccoli fuggiti dalla Siria e, attraverso un tortuoso cammino, arrivati fino al campo dei rifugiati di  Kokkinotrimithia, nei dintorni di Nicosia.

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Ma nessun abbraccio. La gioia di averli ritrovati sani e salvi mista al dolore di un padre a cui è negato l’abbraccio. Per ora i piccoli sono ingabbiati nel campo e non si possono muovere.
Speriamo non sia lontano il giorno in cui staranno tutti insieme. Speriamo. Ma non accadrà così presto

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