Un terremoto e un test per l’esplosione di una bomba H potente almeno cinque volte di più di quella gettata a Nagasaki.
Qualcosa talmente fuori misura che le condanne dsono state molto severe anche da parte di Russia e Cina.
Il ministero degli Esteri russo ha espresso “profonda preoccupazione” per il test, definendolo “un nuovo esempio dell’aperta inosservanza delle richieste delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu e delle leggi internazionali”, che “merita assoluta condanna”.
La diplomazia cinese ha chiesto formalmente alla Corea del Nord di fermare azioni “sbagliate”. In una dichiarazione pubblicata sul sito web del ministero, Pechino condanna con forza la condotta di Pyongyang, cui chiede di rispettare le risoluzioni dell’Onu.
Yoshihide Suga, capo di gabinetto del premier giapponese Shinzo Abe, ha spiegato che una delle opzioni per rispondere al test potrebbero essere sanzioni che colpiscano il commercio di petrolio di Pyongyang.
L’ira degli Stati Uniti
“La Corea del Nord ha condotto un grande test nucleare – ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti Donald Trump -. Le loro parole e le loro azioni continuano a essere molto ostili e pericolose per gli Usa”.
Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, generale H.R. McMaster, ha detto alla sua controparte giapponese che Washington sta seguendo da vicino gli ultimi sviluppi. McMaster ha parlato al telefono con Shotarou Taniuchi, il direttore generale del Consiglio di sicurezza nipponico. Secondo il trattato di alleanza tra Usa e Giappone, Washington si impegna a difendere Tokyo in caso di aggressione. Gli Stati Uniti hanno inoltre esteso il loro “ombrello nucleare” all’isola nipponica, e potrebbero quindi ricorrere alla bomba atomica in risposta ad eventuali attacchi nordcoreani.
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