A poche ore dalla strage di Barcellona il Re del Marocco grazia 14 jihadisti

Una cellula marocchina dietro gli attentati. Ma Mohammed V ha fatto scarcerare 14 terroristi

Jihadisti in Marocco

Jihadisti in Marocco

globalist 20 agosto 2017

Mentre è ancora vivo l'orrore per la strage di Barcellona, probabilmente compiuta da una cellula di ragazzi di origine marocchina su istigazione dell'imam di Ripoll, anche lui marocchino, il re del Marocco ha graziato 14 terroristi.

A poche ore dall'attentato che ha insanguinato Barcellona la notizia piomba con una certa solennità per la ricorrenza: è il 64mo anniversario della Rivoluzione del re e del popolo, si festeggia cioè la fine del colonialismo in Marocco, segnata dal rientro dall'esilio di re Mohammed V, il 20 ottobre del 1956.
Come d'abitudine in questa occasione, Mohammed accorda la grazia reale. Questa volta è toccato a 415 detenuti condannati per ogni tipo di reato, da tutti i tribunali del regno alaouita. Ma di questi, 14 sono condannati per terrorismo, 13 in stato di detenzione per pene inferiori ai 30 anni, e uno condannato a morte.
Secondo il ministero della Giustizia, che ha comunicato alcuni scarni dettagli del provvedimento di clemenza, i 14 terroristi hanno tutti partecipato al programma di riabilitazione 'Mossalaha', 'Riconciliazione', mostrando oltre che «pentimento per gli atti compiuti, attaccamento ai valori della nazione, ai sacri principi e alle istituzioni nazionali, hanno rivisto le loro posizioni e i loro pensieri, rigettando l'estremismo e rinnegando fortemente il terrorismo e si sono rimessi sulla retta via, dimostrando una condotta irreprensibile durante il periodo di detenzione». In 13, condannati a pene detentive, si sono visti cancellare pena e reato; l'unico condannato a morte ha avuto commutata la pena in 30 anni, beneficiando così di una 'grazia parziale'.