Trasformate in un simbolo dei nazisti: a Baltimora rimosse le statue dei Confederati

Il consiglio comunale ha votato per togliere i monumenti usati per la retorica dei suprematisti bianchi

La rimozione della statua dei Confederati a Baltimora

La rimozione della statua dei Confederati a Baltimora

globalist 16 agosto 2017

Purtroppo sono diventate il simbolo dell'ultra-destra razzista, nazista e che rimpiange lo schiavismo. E quindi si è andati ben oltre un giudizio storico sulla Confederazione. Così dopo che la rimozione della statua del generale confederato Robert E. Lee ha determinato un sanguinoso weekend di scontri nella vicina Virginia, Baltimora, nel Maryland, ha provveduto a rimuovere nottetempo e in sordina i monumenti in memoria di coloro che combatterono per gli Stati Confederati d’America (e in difesa della schiavitù) contro l’esercito regolare degli Stati Uniti d’America nella Guerra civile del 1861-65.
Come riporta il Baltimore City Paper, poco dopo mezzanotte (le 6 di questa mattina in Italia), una squadra di operai armati di gru e scortati da poliziotti ha rimosso quattro statue legate alla retorica suprematista bianca e all’epoca degli Stati Confederati e le ha trasportate fuori città. I
n un clima «gioviale», racconta il portale locale, una folla di persone convenute grazie al passaparola ha incitato ogni passaggio dell’operazione.
Uno solo dei presenti si è mostrato in disaccordo con la decisione di rimuovere i monumenti: «Siete voi e il vostro City Paper liberale ad aver generato questa merda, avete diffuso false informazioni e bugie», ha dichiarato alla volta dei cronisti.
La rimozione delle statue è stata decisa all’unanimità lunedì dal consiglio comunale cittadino dopo l’attacco alla folla ad opera di un suprematista bianco che, sabato, ha fatto una vittima a Charlottesville, in Virginia.