Gli aggressori di Niccolò scarcerati. La famiglia: "E' assurdo, chiediamo giustizia"

Le modalità dell'aggressione ricordano chiaramente i movimenti di persone militarmente addestrate. Da qui il sospetto che si trattasse di miliziani ceceni.

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15 Agosto 2017 - 10.02


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Per l’omicidio di Niccolò Ciatti, il 22 ragazzo di Scandicci ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar in Spagna, resta in carcere solo uno dei tre aggressori. Come riporta il quotidiano iberico El Periodico, il giudice di Blanes ha deciso di confermare la misura cautelare per l’uomo che avrebbe sferrato il calcio mortale. Gli altri due ceceni coinvolti nel terribile pestaggio potranno rientrare in Francia, dove vivono come richiedenti asilo. 

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Ma emergono altri particolari inquietanti: le modalità dell’aggressione ricordano chiaramente i movimenti di persone militarmente addestrate. Infatti non si esclude che i tre appartenessero a qualche organizzazione paramilitare. Del resto molti ceceni che hanno chiesto asilo politico in Europa sono persone che facevano parte di milizie del cosìddetto Emirato caucasico che sono state combattute duramente dal governo Ceceno. Da qui il sospetto che i tre fossero addestrati. 

Le raeazioni. “Non conosco le procedure legali. Ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia, che ho incontrato stamane, è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato”. Così Sandro Fallani, sindaco di Scandicci (Firenze), comune alle porte del capoluogo toscano dove viveva Niccolò Ciatti, il 22enne morto dopo aver subito un pestaggio in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna, ha commentato stamane la notizia, riportata dai media locali, secondo cui due dei tre aggressori sarebbero stati messi in libertà dal giudice e potranno tornare in Francia dove vivono come richiedenti asilo. La famiglia Ciatti è rientrata in Italia, mercoledì sera veglia a Scandicci. 

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La discoteca St Trop di Lloret de Mar, dove il giovane fiorentino Nicolò Ciatti è stato pestato a morte da tre ceceni, è stata chiusa dalle autorità locali spagnole per ragioni di sicurezza. Lo annuncia una nota del comune spagnolo della Costa Brava, spiegando che, durante le indagini, gli inquirenti hanno riscontrato “anomalie di forte gravità nel sistema di sicurezza”.
Padre, altri due dovrebbero essere in carcere  – Anche gli altri due ceceni già rimessi in libertà dovrebbero essere in carcere, ha detto il padre di Niccolò, Luigi Ciatti, in un’intervista al Tg3 Toscana. “Certo – ha detto Luigi Ciatti rispondendo alla domanda se anche gli altri due dovrebbero essere arrestati -, che abbiano le loro conseguenze per quello che hanno fatto. Perché evidentemente dalla polizia spagnola scappavano e non credo scappassero tanto per fare. Evidentemente, qualcosa avevano da nascondere”. “Penso siano dei professionisti del male”, ha detto il padre del giovane ucciso a botte in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. “Non posso dire che queste persone siano così indifferenti – ha detto Luigi Ciatti riferendosi ai due che sono usciti dal carcere – perché erano loro che tenevano lontano i suoi amici dal cercare di aiutare Niccolò. E quindi non mi sembra che siano così brave persone o così bravi”. “Ci manca sempre Niccolò, ci manca. Sa cosa facciamo – ha aggiunto il padre tra le lacrime -, andiamo a odorare il suo cuscino per sentire il suo odore”.
Un violentissimo calcio assestato in pieno volto, mentre era già a terra. È stato questo il colpo risultato fatale per Niccolò Ciatti, il 22enne di Scandicci (Firenze) morto per le gravi ferite riportate dopo essere stato aggredito nella notte tra venerdì e sabato in una discoteca di Lloret de Mar, in Costa Brava. La scena è stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza del locale. Immagini crude, che anche il padre Luigi, accorso in auto dall’Italia non appena avuta la notizia, non ha potuto fare a meno di vedere: “Non sono essere umani ma bestie che hanno ammazzato mio figlio come un sacco di patate – dice – non posso dire neanche come un cane perché neanche un cane si merita una fine così”. La chiamata alla polizia, l’arrivo dell’ambulanza e la corsa in ospedale. Ma per Niccolò non c’era più nulla da fare, l’emorragia interna causata dai colpi non gli ha lasciato scampo. Per l’episodio la polizia spagnola ha fermato tre giovani di 20, 24 e 26 anni, rintracciati sul lungomare di Lloret. Secondo i media spagnoli, che citano fonti investigative, si tratterebbe di tre giovani ceceni, tutti residenti in Francia come richiedenti asilo politico. La polizia, che sta lavorando per fare luce sul loro passato, non avrebbe dubbi, riferiscono sempre i media, sul fatto che si tratti di persone con una formazione paramilitare. Hanno pestato a morte Niccolò senza che nessuno avesse il coraggio o la forza di intervenire: “La cosa triste – denuncia il padre di Niccolò – è che tutti sono stati a guardare impotenti, sarebbe bastato che forse qualcuno intervenendo poteva risparmiargli quelle pedate sulla testa, quelle botte al cuore che me l’hanno ammazzato”. In base alla ricostruzione delle autorità spagnole, prima ci sarebbe stata una discussione che si sarebbe trasformata in un’ aggressione in tre contro uno. Niccolò è morto praticamente tra le braccia degli amici che erano in vacanza con lui e che lo hanno soccorso trovandolo già privo di coscienza, steso sulla pista da ballo. “Un ragazzo d’oro, gran lavoratore”: questo era Niccolò secondo i commercianti del mercato fiorentino di San Lorenzo, dove il giovane gestiva un banco di ortofrutta insieme alla zia. Stamani sul banco delle orchidee bianche e delle foto di Niccolò, accanto alla scritta ‘chiuso per grave lutto’. In molti al mercato lo piangono, anche clienti abituali che avevano imparato ad amare quel ragazzo “sempre sorridente con tutti”, con la passione per le discoteche e per la box. Un “gigante buono” come lo ha definito su Instagram la fidanzata Ilaria Inverso, nel suo grido di dolore. “La nostra storia non è finita” scrive sempre Ilaria, che a settembre, ha raccontato, sarebbe andata a vivere con lui. I genitori del ragazzo stanno già rientrando in Italia in auto, in attesa che la salma del giovane venga liberata dalle autorità spagnole. “Il Comune di Scandicci – ha spiegato il sindaco Sandro Fallani – è pronto a fare tutti gli atti per agevolare le necessità di rito”. “Il Governo – aggiunge – sta gestendo la cosa con l’ambasciata sia per il rimpatrio che per chiedere che le indagini facciano chiarezza”. Oggi a mezzogiorno il Comune di Lloret de Mar ha ricordato Niccolò con un minuto di silenzio. Il sindaco della cittadina turistica, Jaume Dulsat, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel processo contro i tre arrestati.

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