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A Barcellona esplode la turismofobia: campagna d'estate dei catalani

Scritte sui muri e piccoli sabotaggi ai danni dei turisti da parte dei militanti della sinistra radicale catalana e basca

Il turismo low cost che non piace alla sinistra radicale in Catalogna e nei Paesi Baschi
Il turismo low cost che non piace alla sinistra radicale in Catalogna e nei Paesi Baschi

globalist

3 Agosto 2017 - 14.08


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L’altro non è il benvenuto, soprattutto se porta con sé i pochi spiccioli del turismo low cost. Devono pensarla così i militanti della sinistra indipendentista radicale catalana, che ha lanciato una ‘campagna d’estate’ contro gli eccessi del turismo di piccola caratura, con scritte ostili e sabotaggi in particolare a Barcellona.

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Un fenomeno analogo, ha scritto El Mundo, si registra ora nei Paesi Baschi, in particolare a San Sebastian, protagonisti i giovani della sinistra abertzale di Ernai, vicini al partito indipendentista Sortu.

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Il comune denominatore, oltre al colore politico, è il rigetto delle storture del turismo di massa che ha visto gli abitanti di Barceloneta, il quartiere della spiaggia di Barcellona, scendere in piazza.

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Diversi quotidiani spagnoli hanno parlato di ‘turismofobia’ che cresce nella aree in cui si accoglie il maggior numero di visitatori ‘low cost’, spesso in alloggi senza licenza affittati attraverso piattaforme su internet come AirBnb.

Le iniziative della sinistra radicale contro il turismo sono state condannate dal premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha sottolineato l’importanze del turismo, prima industria nazionale, per il paese. Una azione legale è stata annunciata dal governo catalano.

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Il sillogismo utilizzato sembra essere quello: pochi soldi, tanta cattiva educazione. Un concetto che sta alla base di alcune azioni portate avanti dalla sinistra radicale catalana e basca. Nei giorni scorsi a Barcellona membri incappucciati del gruppo di giovani Arran vicino al partito movimentista Cup avevano infatti fermato un bus di turisti invitandoli a “tornare a casa”, bucando le ruote dell’ automezzo. Sempre i giovani di Arran hanno anche bucato le ruote di biciclette affittate ai turisti. Sui muri del centro della della città sono apparse scritte “Tourist Go Home”, o “Il turismo uccide il quartiere”.

Secondo El Pais almeno sette hotel di Barcellona hanno subito nelle ultime settimane atti di vandalismo anti-turisti. E la protesta ha lambito anche le Baleari e Valencia.

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