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Da schiave dell'Isis alla guida della città: ad al-Tabqa il primo consiglio femminile

Il 10 maggio la città siriana è stata liberata dalle Sdf guidate dalle combattenti curdo-siriane: ora si tenta di far nascere una democrazia

Le donne di  al-Tabqa da schiave dell'Isis ad amministratrici, dopo la liberazione del 10 maggio della città
Le donne di al-Tabqa da schiave dell'Isis ad amministratrici, dopo la liberazione del 10 maggio della città

Veronica Matta

2 Luglio 2017 - 16.48


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Fino a due mesi fa al-Tabqa era una città finita sotto le grinfie dello Stato islamico che ovviamente l’amministrava con il terrore e negando qualsiasi diritto alle donne. Adesso dopo la liberazione della città avvenuta lo scorso 10 maggio con l’azione delle forze democratiche siriane, dove c’è la forte componente di donne curde, la città si avvia verso la svolta storica: si sta lavorando per istituire un “consiglio delle donne” che possa partecipare all’ammnistrazione cittadina.
Si tratterebbe del primo reale riconoscimento alle donne nella storia della città.
Già dopo la fine del califfato si sono svolte alcune attività per insediare consigli e comitati nei vari quartieri. Nello stesso tempo è stata istituita una commissione che sta preparando il varo del consiglio femminile di al-Tabqa. Non una struttura finta o falsamente democratica ma un consiglio fatto da donne con il compito di organizzare e risolvere tutti i problemi e le questioni che riguardano le donne. Nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino provvisorio di al-Tabqa, Hayat Ismael, ha riunito molte donne delle commissioni femminili della città e dei villaggi vicini, per avviare una prima discussione per stabilire quali saranno precisamente i nuovi compiti. Dntro pochi giorni entrerà nella fase operativa per la costituzione, entro breve, del primo consiglio femminile al-Tabqa.
Le combattenti curdo siriane delle Ypj hanno sempre detto di essere state costrette ad imbracciare le armi, in primo luogo, per liberare la loro terra dal terrore dei fanatici jidahisti dello stato islamico. Ma avevano anche detto che la battaglia riguardava anche l’affermazione dei diritti umani e civili, a partire da quelli delle donne. E così mentre ancora due o tre mesi fa nella città le donne erano schiavizzate, adesso faranno parte integrante della rinascita democratica.

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