May accerchiata: si dimettono i suoi consiglieri, la piazza chiede le dimissioni

Fiona Hill e Nick Timothy silurati si prendono la responsabilità della mezza sconfitta. Manifestazioni contro la premier

Protesta contro la May
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10 Giugno 2017 - 15.13


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Più che vittoria di Pirro la potremmo definire una sconfitta morale: centinaia di persone si sono riunite davanti al parlamento britannico per protestare, in modo pacifico, contro il governo di Theresa May. La campagna è partita sui social, su iniziativa di elettori del Labour all’insegna degli hashtag #NotMyPrimeMinister, #NoMandate e #Notmygovernment. La manifestazione durerà fino alle 15 (le 16 in Svizzera). «Coalizione dell’orrore», è scritto sui diversi cartelli sorretti dai manifestanti in riferimento alla possibilità di un governo Tory-unionisti nordirlandesi. «Contro il razzismo e il bigottismo», si legge su altri. «Theresa May, è tempo di fare la cosa giusta: dimettersi», chiedono i manifestanti tra i quali ci sono moltissimi giovani.

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 I consiglieri di Theresa May, Fiona Hill e Nick Timothy, i due influenti capi del suo staff dei quali i vertici dei Tory avevano chiesto la testa, hanno rassegnato le loro dimissioni. Lo riferiscono Bbc e Skynews.

«Mi assumo la responsabilità della campagna elettorale, che è stata un errore rispetto al nostro programma», ha scritto Nick Timothy precisando di aver rassegnato le sue dimissioni già ieri. «La ragione della nostra delusione non è il mancato sostegno a Theresa May e ai conservatori», si legge nella lettera pubblicata sul sito dei Tory, «bensì l’inaspettato aumento del seguito verso i laburisti».
«Si possono fare tutte le speculazioni del mondo su questo, ma la semplice verità è che: la Gran Bretagna è un paese diviso. Molti sono stanchi dell’austerità, molti restano arrabbiati o frustrati per la Brexit e molti giovani sentono di non avere le opportunità che hanno avuto i loro genitori». Ricordiamo che la nomenklatura del partito aveva fatto scattare un vero e proprio ultimatum nei confronti di Theresa May: silurare i suoi influenti capi dello staff, Fiona Hill e Nick Timothy, entro lunedì se vuole garantire la fiducia al suo nuovo governo.
Nick Timothy e Fiona Hill «si prendono la colpa, ma l’unica responsabile della sconfitta è Theresa May». E’ la prima reazione del Partito Laburista di Jeremy Corbyn all’uscita di scena dei due più stretti e influenti collaboratori della premier Tory, dopo il risultato elettorale di giovedì in Gran Bretagna. A twittarla, il vice leader dell’opposizione, Tom Watson.

Il Labour ha chiesto a più riprese all’indomani del voto, anche per bocca di Corbyn in persona, che sia May a farsi da parte e ha denunciato come un’operazione di piccolo cabotaggio il tentativo della premier di restare in sella alla guida di un nuovo governo di minoranza, con il determinante appoggio esterno dei deputati della destra unionista nordirlandese del Dup.

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