Tensione tra Riad e Teheran: confermate 14 condanne a morte di sciiti sauditi

I prigionieri sottoposti a tortura fisica e psicologica per ottenere confessioni. Anche l'Onu invita Riad a non perseguitare gli oppositori

Sciiti sauditi protestano contro le precedenti condanne di saudici della minoranza sciita
Sciiti sauditi protestano contro le precedenti condanne di saudici della minoranza sciita
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26 Maggio 2017 - 12.48


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Rapporti molto tesi e destinati ad essere amcora più tesi tra Riad e Tehran, ossia l’islam sunnita contro i cosiddetti eretici sciiti: la Corte suprema dell’Arabia Saudita ha condannato a morte 14 giovani attivisti sciiti della provincia orientale di Qatif, dove negli ultimi anni ci sono state numerose manifestazioni di protesta sciita contro il regime della famiglia Al Saud. Lo riferisce l’emittente iraniana PressTv.
Il processo sarebbe avvenuto nella sezione speciale della Corte che si occupa di casi legati al terrorismo e che, secondo gli oppositori, è uno strumento del ministero dell’Interno saudita per reprimere gli attivisti anti-regime. Secondo alcuni dei difensori, citati dalla Tv, i giovani sciiti sarebbero stati sottoposti a tortura fisica e psicologica per ottenere confessioni.
La sentenza è stata emessa in forza di una ‘legge anti-terrorismo’ saudita del 2014 che consente pene più severe per coloro che vengono riconosciuti colpevoli di terrorismo.
Si tratta di una legge sulla quale sono state espresse perplessità dalle Nazioni Unite, tanto che il relatore speciale per i diritti dell’uomo e il terrorismo, Ben Emmerson, ha invitato l’Arabia Saudita a smettere di utilizzarla contro le persone che esercitano pacificamente i loro diritti alla liberta’ di espressione, associazione e assemblea.

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