Peschereccio italiano fermato dai miliziani libici

Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu: "Modalità inusuale, era in acque internazionali".

Foto d'archvio

Foto d'archvio

Desk1 14 maggio 2017

Il motopesca "Ghibli Primo", iscritto al Compartimento marittimo di Mazara del Vallo, è stato fermato questa mattina in acque internazionali antistanti la Libia. Era a circa 25 miglia nord nord-est dalla zona di Bomba, nell'area di Tobruk.


L'imbarcazione, di proprietà della società mazarese "Lumifa, è stato affiancato da un'imbarcazione con a bordo miliziani libici armati che hanno intimato al comandante Faro Licavoli e agli altri sei membri dell'equipaggio (tre italiani e tre tunisini) di fermare l'attività di pesca e di seguirli.


Le due navi sarebbero in navigazione verso un porto ad ovest di Derna, probabilmente Ras al Helal o a Bengasi. "Si tratta di una modalità inusuale - ha detto Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu - in quanto il peschereccio si trovava nelle acque internazionali antistanti il Protettorato di Tobruk le cui autorità prontamente contattate erano all'oscuro dell'episodio".