I gesuiti restituiscono 500 ettari di terreno ai Sioux del Dakota

I religiosi ne avevano la proprietà dal 1880, ma hanno deciso di darla al popolo Lakota

Una manifestazione dei Sioux

Una manifestazione dei Sioux

globalist 11 maggio 2017

Una bella notizia, davvero contro-corrente nell'america di Trump: i gesuiti stanno restituendo più di 500 ettari di terra alla Rosebud Indian Reservation (Rir), riserva indiana sioux in South Dakota.
L'operazione, ha detto l'agenzia vaticana Fides, dovrebbe essere completata alla fine di questo mese di maggio.
Il governo degli Stati Uniti aveva concesso la proprietà ai gesuiti nel 1880, per chiese e cimiteri, secondo un video del padre gesuita John Hatcher, presidente della missione di San Francesco. "All'inizio della missione avevamo 23 stazioni missionarie - ha ricordato padre Hatcher -. Ma nel corso degli anni, mentre la gente si allontanava dalla prateria e dalla campagna, quelle chiese sono state chiuse perché non più utilizzate".
"E' giunto il momento di restituire alla tribù tutti quegli appezzamenti di terra che sono stati consegnati alla Chiesa per scopi religiosi", ha aggiunto Hatcher, che ha sottolineato l'opportunità di restituire la terra che appartiene giustamente al popolo Lakota, di cui fanno parte i Rosebud Sioux.
Questa terra riconsegnata nelle mani dei Rosebud Sioux "potrebbe essere utilizzata per scopi agricoli, per il pascolo. Potrebbe essere utilizzata per lo sviluppo della comunità. Potrebbe continuare ad essere utilizzata per scopi religiosi", ha affermato Harold Compton, vice direttore esecutivo della Tribal Land Enterprises, la società di gestione del terreno di Rosebud Sioux. Ci sono circa 25 mila persone registrate come Rosebud Sioux, di cui 15 mila vivono nella riserva.