Paradossi all'Onu: l'Arabia Saudita nella commissione che promuove i diritti delle donne

Nell'ultimo Forum Economico Mondiale il Paese occupa la 141 esima posizione su 144 nella classifica della disparità di genere.

Un gruppo di donne saudite

Un gruppo di donne saudite

Claudia Sarritzu 27 aprile 2017

Non è un fake. E' tutto dannatamente vero e assurdo. E sarà difficile convincervi che non si tratta di uno scherzo. Per i prossimi quattro anni l'Arabia Saudita che impedisce alle donne di guidare l’automobile, pena 10 frustrate, o di aprire un conto in banca, avrà un posto tra i 45 membri della United State Commission on the Status of Women, Uncsw, si tratta di una commissione inter-governativo che promuove la parità dei sessi.


Nell'ultimo Forum Economico Mondiale il Paese occupa la 141esima posizione su 144 nella classifica della disparità di genere. Lo stesso direttore della commissione, Hilll Neuer, ha faticato a crederci affermando che è come "mettere un piromane a capo dei pompieri".


Se si chiede il perché di questa scelta nessuno sa rispondere. L'Onu ormai è un organismo che non riesce a essere influente neppure al'suo interno. E' in balia del caso, sembra che le votazioni vengano fatte a occhi chiusi. Sapevata che nel 2015 l'Arabia, aveva piazzato un suo rappresentante a capo del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu? Quindi perché stupirci oggi?  


Riad dovrebbe ricevere solo richiami, con la sua presenza non può e non deve influire sul processo decisionale della commissione. Ma siccome l'Arabia non si è eletta da sola resta da chiedersi chi ha avallato una candidatura simile. Semprebbe dai numeri, che non sono opinioni, che dei 54 paesi votanti, 47 hanno votato a favore. Se 12 sono i paesi Ue in commissione almeno 5 hanno permesso questa assurdità. Ormai la fantasia supera la realtà.