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Gli oppiacei fanno strage di indiani: class action dei Cherokee contro i big farmaceutici

Le tribù, già colpite da disoccupazione e problemi di alcolismo rampanti, sono devastate dalle epidemie di dipendenza da oppiacei

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Abitanti delle riserve americane

globalist

21 Aprile 2017


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Secondo il “servizio sanitario Indiano”, le morti legate all’abuso di oppiacei tra gli indiani americani e le tribu’ native dell’Alaska sono quadruplicate dal 1999. Sono ora il doppio di quelle che si verificano nella popolazione Usa generale.

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Per questo il governo dei Cherokee ha fatto partire una class action contro le farmacie americane, le catene di distribuzione di medicinali e alcune case farmaceutiche per aver permesso per anni la vendita ‘facile’ di oppioidi, che stanno facendo strage tra gli indiani d’America.

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Le tribù, già colpite da disoccupazione e problemi di alcolismo rampanti, sono devastate dalle epidemie di dipendenza da oppiacei, che mietono molte più vittime rispetto alla popolazione americana nel complesso.

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Lo stato dell’Oklahoma – dove vive il numero maggiore di Cherokee, pari a 120.000 – ha il più alto tasso di abusi di analgesici-narcotici da ricetta.

Nella denuncia i Cherokee accusano l’industria farmaceutica di non aver monitorato le ricette e le vendite di oppioidi tra gli indiani, il cui livello avrebbe dovuto far scattare un’allerta. Solo nel 2015, 845 milioni di milligrammi di oppioidi sono stati distribuiti nelle 14 contee dove sono le riserve dei Cherokee: questo significa che ogni anno, in media ogni consumatore cherokee di questi farmaci ottenuti legalmente con ricetta ha usato tra le 360 e le 720 pillole. “I venditori – dice la denuncia – hanno fatto grandi profitti permettendo al popolo dei Cherokee di essere inondato da farmaci oppioidi, e non volendo vedere i problemi sotto i loro occhi”.

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