La guerra a chi è più forte continua e si fa di toni sempre più accesi tra Corea del Nord e Usa. “Una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all’altro nella penisola coreana”: è quanto ha affermato l’ambasciatore di Pyongyang all’Onu, Kim In Ryong, parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro.
“Gli Stati Uniti stanno disturbando la pace e la stabilità globale, insistendo in una logica da gangster”, ha precisato il delegato nordcoreano, aggiungendo che Pyongyang “prenderà contromisure più pesanti” e gli Usa saranno ritenuti responsabili per le loro azioni.
I test sui missili ha poi precisato l’ambasciatore Kim In Ryong “fanno parte del normale percorso per sviluppare capacità di autodifesa”.
Questo a poche ore dalle dichiarazioni del vicepresidente statunitense Mike Pence che ha approfittato di una visita al confine tra le due Coree per dichiarare che nei confronti di Pyongyang “tutte le opzioni sono sul tavolo” e che “L’era della pazienza strategica è finita”. Dichiarazioni espresse il giorno dopo il fallito test missilistico nordcoreano. La visita di Pence alla frontiera segnala il cambio di politica di Washington nel confronti di Pyongyang che per anni ha condotto test missilistici e nucleari sfidando i divieti della comunità internazionale e che proprio lo scorso 15 aprile aveva spinto sull’acceleratore della propaganda affermando di essere pronta a una guerra nucleare.
