L'attentato mostra una Russia vulnerabile: ora c'è molta paura

Parla Maria Magarik, russa di San Pietroburgo e giornalista della redazione esteri di radio Rai

Una foto scattata dopo l'esplosione
Una foto scattata dopo l'esplosione
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

3 Aprile 2017 - 17.23


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A poche ore dal terribile attentato alla metropolitana di San Pietroburgo, dove sono morte 9 persone e 50 sono rimaste ferite (il bilancio non è ancora definitivo).
Ne abbiamo parlato con la giornalista russa Maria Magarik, della redazione esteri di Radio Rai e nostra editorialista.  

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Come è la situazione a San Pietroburgo? La sitauzione in città è drammatica, perché la gente non vive attentati di questo tipo ormai da anni. Diciamo che non viveva la tensione che invece possono vivere attualmente città come Parigi. La cosa che preoccupa molto la popolazione è che in Russia, aeroporti, stazioni e metropolitane sono estremamente protette. Le misure di sicurezza sono altissime, ci sono metal detector in ogni stazione della metro, in Italia no per esempio. Le persone si chiedono quindi come è potuto succedere?

Si teme qualche terrorista infiltrato tra chi doveva garantire la sicurezza? Esatto e non solo: la gente ora si sente molto insicura. In questi anni per fronteggiare il terrorismo ceceno si è investito tantissimo nella sicurezza ma oggi è stato provato che non basta. O che qualcosa nella macchina della sicurezza non funziona. 

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Quanto può aver influito la visita di Putin in città? C’è molto probabilmente un collegamento. Importante è anche precisare che questo convegno doveva svolgersi ieri, di domenica, ed è stato posticipato a oggi. Ma lo sapevano in pochissimi, solo gli addetti ai lavori. Quindi anche questo dettaglio è da prendere in considerazione.

Un attentato all’ora di punta in una linea trafficatissima. Volevano uccidere?

Sì, esattamente, la linea blu è la linea essenziale della metropolitana di San Pietroburgo ed è quella con più passeggeri e soprattutto è la linea usata maggiormente in quell’ora dai bambini che tornano a casa da scuola. Volevano una strage. Non c’è dubbio. Non scordiamoci in più che Pasqua è vicina e ci sono tanti turisti in città. Quindi la preoccuazione è grande. 

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