Navalny condannato, il Cremlino: il corteo era una provocazione

Il blogger anti-Putin dovrà pagare una multa di 20 mila rubli e rischia fino a 15 giorni d’arresto.

Navalny
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27 Marzo 2017 - 14.18


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Dopo la dura repressione avvenuta ieri in Russia nel corso di una mobilitazione anti-corruzione, che ha portato all’arresto del blogger Navalny e di altri attivisti, lo stesso Navalny compare oggi davanti ai giudici del tribunale Tverskoi di Mosca con l’accusa di aver organizzato manifestazioni non autorizzate. Secondo l’avvocato Olga Mikhailova, Navalni è accusato dell’organizzazione di un’azione di massa che causato la violazione dell’ordine pubblico e rischia fino a 15 giorni di arresto amministrativo. 

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“Verrà il giorno in cui noi giudicheremo loro, ma quel giorno lo faremo in maniera onesta”. E’ il testo del Tweet corredato da un selfie di Alexei Navalny, il blogger ‘anti-Putin’  che questa mattina è comparso in Tribunale dopo aver trascorso la notte in carcere. Il leader della protesta deve rispondere tra l’altro dell’accusa di corteo non autorizzato che ha causato problemi di ordine pubblico.

Le manifestazioni sono state bollate dal portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, come una “provocazione e una menzogna”. Secondo Peskov, lo stesso Navalny “ha palesemente mentito” dicendo che si trattava di manifestazioni “legali”.

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Il leader dell’opposizione russa è stato condannato ad un’ammenda di 20mila rubli, circa 330 euro, per aveva organizzato la manifestazione: “Il tribunale ha deciso di dichiarare Navalny colpevole e di fissare la punizione in un’ammenda di 20mila rubli”, ha detto il giudice, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Interfax. Navalny rischia ancora fino a 15 giorni di prigione per “disobbedienza ad un ordine legale della polizia”.

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