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Amico dei curdi: arrestato e espulso dalla Turchia un sindaco italiano

Massimiliano Voza primo cittadino in un comune del salernitano fermato all'aeroporto per 'motivi di sicurezza'

Massimiliano Voza sindaco di Santomenna in provincia di Salerno
Massimiliano Voza sindaco di Santomenna in provincia di Salerno

globalist

17 Marzo 2017 - 17.42


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Meno male che avevano attaccato la democrazia europea, dando dei nazisti a Olandesi e tedeschi.
La verità è che la Turchia di Erdogan sta diventando sempre più uno stato di polizia ostile verso chiuque sia sospettato di dissentire verso il Sulano: “Sono stato arrestato ieri sera all’aeroporto di Istanbul e poi espulso per surreali ‘motivi di sicurezza’. Mi hanno sequestrato e non restituito sia la fascia tricolore che il cellulare istituzionale”. A raccontarlo è Massimiliano Voza, sindaco di Santomenna (Salerno), appena rientrato in Italia: è uno dei primi cittadini che hanno sostenuto le iniziative per il popolo curdo e conferito la cittadinanza onoraria a leader del Pkk Abdullah Ocalan, in carcere da 18 anni.
Secondo quanto riferito dal Comitato “Napoli per Kobane”, Voza è stato arrestato “per il semplice fatto di avere un biglietto per la città di Diyarbakir e malgrado abbia immediatamente esplicitato di avere un ruolo istituzionale in Italia (aveva con se anche la fascia tricolore)”.
“Sono stato interrogato e trattenuto per una notte intera senza motivo insieme ad altre quattordici persone dalle più svariate provenienze prima di essere espulso. Mi è stata negata anche la telefonata al consolato italiano, che si era intanto autonomamente attivato su iniziativa della Farnesina. Mi hanno sequestrato e non restituito sia la fascia tricolore che il cellulare istituzionale”, racconta Massimiliano Voza: la sua professione è quella di cardiochirurgo ed ha esercitato volontaristicamente questa attività in condizioni di fortuna anche nell’ospedale di Kobane, in una città semidistrutta, subito dopo la liberazione dall’Isis.
 Oltre a collaborare con la luna rossa curda aveva portato in Rojava quasi 30mila euro di farmaci raccolti con una colletta di Legambiente come attivista della campagna Rojava Calling. Si è recato in Turchia come osservatore internazionale, invitato dai parlamentari curdi, nella campagna che porta al referendum presidenziale.

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