Il vice erede al trono saudita: Trump è un vero amico dei musulmani

Mohammed Bin Salman incontra il miliardario e lo loda: ma dietro ci sono gli interessi comuni su Iran e Yemen

Trump e il principe saudita Mohammed Bin Salman
Trump e il principe saudita Mohammed Bin Salman
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15 Marzo 2017 - 19.22


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Se lo dice lui, ossia il prossimo erede di una dinastia che ha il privilegio di regnare dove c’è La Mecca bisognerà crederci o capirne i motivi, che poi sono due: l’avversione comune verso l’Iran e l’appoggio alla guerra saudita nello Yemen. E tanto basta: il presidente Usa, Donald Trump, è “un vero amico dei musulmani” e il suo contestato decreto sull’immigrazione “non è un attacco all’Islam e ai Paesi islamici”. L
o ha detto il vice erede al trono e ministro della Difesa saudita, Mohammed Bin Salman, durante l’incontro avvenuto alla Casa Bianca con Trump, stando a quanto riferito in una nota da un consigliere del potente principe da tutti indicato come il nuovo uomo forte di Riad.
Stando al comunicato, Mohammed Bin Salman ha definito l’incontro un “punto di svolta storico” nelle relazioni tra Usa e Arabia Saudita, ricordando le “divergenze di opinioni” che i due Paesi hanno avuto nell’ultimo periodo. “Tuttavia l’incontro ha rimesso le cose sul binario giusto e segnato un cambiamento significativo nelle relazioni in tutti i settori: politici, militari, di sicurezza ed economici”, si legge.
“Tutto questo è dovuto alla grande comprensione che il presidente Trump ha dell’importanza delle relazioni tra i due Paesi e della sua chiara visione dei problemi della regione”, ha continuato il consigliere del principe saudita, che ha definito il decreto sull’immigrazione una “decisione sovrana volta a impedire ai terroristi di entrare negli Stati Uniti”.
 Nella nota è precisato che Mohammed Bin Salman, nel corso del faccia a faccia, ha espresso “soddisfazione per l’atteggiamento positivo e i chiarimenti uditi dal presidente Trump in merito alla sua posizione sull’Islam” ed è aggiunto che “il presidente Trump ha espresso un’intenzione seria e senza precedenti di lavorare con il mondo musulmano”.
Durante l’incontro è stato affrontato il ‘dossier Iran’ e, in particolare l’accordo sul nucleare e gli ultimi test sui missili balistici effettuati dalle forze armate di Teheran. “Il principe Mohammed bin Salman ha sottolineato quanto pericoloso sia l’accordo sul nucleare per la regione”, ha evidenziato il suo consigliere, sottolineando che “il presidente e il vice principe della corona hanno le stesse idee sulla gravità dell’espansionismo iraniano nella regione. L’Iran sta cercando di ottenere la sua legittimità nel mondo islamico sostenendo le organizzazioni terroristiche”.
I due leader si sono incontrati nello Studio Ovale. Al colloquio hanno preso parte anche il vice presidente, Mike Pence, il genero e consigliere del presidente americano, Jared Kushner, il capo dello staff alla Casa Bianca, Reince Priebus e il consigliere, Steve Bannon. Separatamente, il segretario di Stato Rex Tillerson ha incontro il ministro degli Esteri saudita, Ahmed al-Jubier, per colloqui focalizzati sulla lotta al terrorismo e le crisi in Yemen, Siria, Iraq e Libia.

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