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No all'oleodotto: la grande marcia dei Sioux verso la Casa Bianca

Diverse tribù di nativi americani si accamperanno lungo il National Mall e venerdì protesta finale

Continua la protesta dei Sioux

globalist

7 Marzo 2017


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Hanno ottenuto alcune vittorie e molto probabilmente le banche non sono più disposte a finanziare un’opera così contestata. Ma la lotta prosegue: gli indiani d’America hanno deciso di portare la loro battaglia a Washington contro la costruzione dell’oleodotto in Nord Dakota.
 Diverse tribù indigene capeggiate da quella dei Sioux Standing Rock e loro sostenitori provenienti da tutto il Paese fino a venerdì si accamperanno con tende lungo il National Mall e accenderanno falò cerimoniali, oltre a tenere workshop. Il loro obiettivo è sensibilizzare i politici per proteggere i loro diritti. Il momento clou sarà venerdì con una marcia sulla Casa Bianca.
«Chiediamo che tutti gli indiani d’America e i nostri alleati si facciano sentire con noi – ha detto Dave Archambault, rappresentante della tribù Sioux Standing Rock -. Dobbiamo marciare contro l’ingiustizia. Le popolazioni indigene non possono sempre essere messe da parte a vantaggio degli interessi aziendali o dei capricci del governo».
La marcia, ribattezzata “Native Nations March on DC” partirà dalla sede del Genio Civile e lungo un percorso di circa tre chilometri e mezzo arriverà fino alla Casa Bianca.
La costruzione dell’oleodotto era stata bloccata da Obama ma qualche giorno fa l’amministrazione Trump ha dato il via libera al completamento dei lavori.

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