L’ambasciatore russo negli Stati Uniti Serghei Kisliak sarebbe stato spiato dai servizi segreti statunitensi. A lanciare l’accusa è il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. È questa l’accusa al centro del nuovo scontro diplomatico tra Russia e Stati Uniti.
“Quando è scoppiato lo scandalo che coinvolgeva il generale Michael Flynn, che lavorava come consigliere del presidente Donald Trump da poche settimane, i servizi segreti statunitensi hanno detto ai giornalisti, in maniera assolutamente ufficiale, sebbene anonima, che intercettavano regolarmente le comunicazioni del nostro ambasciatore Kisliak, e in particolare i suoi rapporti a Mosca sulle sue attività diplomatiche ufficiali a Washington”, ha detto Lavrov, invitando a prestare attenzione a coloro che cercano “di seguire gli sviluppi in tutto il mondo usando talvolta metodi non riconosciuti come completamente legittimi”.
Michael Flynn era stato costretto a dimettersi il 13 febbraio da consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca proprio perché accusato di aver discusso con Kisliak, ancor prima del suo insediamento, la possibile revoca delle sanzioni a Mosca, decise nel 2014.
