De Blasio a fianco dei Sioux scrive alle banche: non finanziate l'oleodotto

Il sindaco di New York ha detto che l'oleodoto minaccia ambiente e diritti umani

Il sindaco di New York Bill de Blasio

Il sindaco di New York Bill de Blasio

globalist 18 febbraio 2017

La lotta va avanti e trova un nuovo e imprtante sostenitore: Bill de Blasio: il sindaco di New York ha infatti preso carta e penna e scritto a 17 banche e istituti statunitensi e stranieri chiedendo loro di non finanziare il contestato oleodotto Dakota Access.
"Questo oleodotto - ha scritto il primo cittadino di New York nella lettera - non solo rappresenta una minaccia per l'ambiente, ma anche per i diritti umani, per le tribù e per l'accesso all'acqua di tutta la riserva indigena di Standing Rock". Tra i destinari del documento, istituti come Wells Fargo, Bnp Paribas, Citibank, Ing, Bbva Securities o Société générale.
 Il Dakota Access è un progetto da 3.800 milioni di dollari e 1.770 chilometri (il 90% dei quali è già costruito), per portare mezzo milione di barili di petrolio al giorno dai giacimenti del North Dakota a una infrastruttura già esistente in Illinois. Il presidente Donald Trump ha firmato a fine gennaio due ordini esecutivi per far riprendere il progetto di questo oleodotto e del Keystone XL, nonostante le critiche degli ecologisti.
Nella lettera De Blasio esprime la sua "preoccupazione" per i rischi "finanziari e di reputazione" legati al finanziamento del progetto. Il Dakota Access era stato bloccato dal governo di Barack Obama, in seguito alle forti proteste della tribù Sioux di Standing Rock e degli ambientalisti.