Zuckerberg parla da presidente Usa: dobbiamo unire l'umanità

Il fondatore di Facebook critica il rischio isolazionismo e pone il suo social network come motore di unione e pace.

Mark Zuckerberg
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17 Febbraio 2017 - 11.08


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“Stiamo costruendo il mondo che vogliamo?”. A porsi la domanda è stato il fondatore e amministratore di Facebook, Mark Zuckerberg, con un lungo post destinato ad alimentare ulteriori speculazioni sulla sua corsa per la presidenza degli Stati Uniti.

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Prove da futuro candidato? Nel lungo appello, che già viene presentato come un vero e proprio “manifesto” contro il trumpismo, Zuckerberg ha annunciato una serie di modifiche alla missione non ufficiale del social network che “negli ultimi dieci anni si è focalizzato nel mettere in contatto amici e familiari”.

Le sue parole celano una denuncia all’isolazionismo e alla polarizzazione del mondo. Quasi una missione salvifica del suo social network: “il nostro prossimo obiettivo sarà quello di sviluppare l’infrastruttura sociale per la nostra comunità – per sostenerci, per tenerci al sicuro, per informarci, per l’impegno civico e per l’inclusione”.

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Pur non menzionando mai esplicitamente le politiche divisive del presidente Trump, o la Brexit, Zuckerberg si è soffermato sull’attuale clima politico e sociale, sostenendo che “in tempi come questi, la cosa più importante che Facebook può fare è sviluppare le infrastrutture sociali per dare alla gente la possibilità di costruire una comunità globale che funziona per tutti noi”.

“Quando abbiamo cominciato – ha affermato Zuckerberg -questa idea non era contestata. Ma ora, nel mondo ci sono persone lasciate indietro dalla globalizzazione e movimenti che spingono per il tirarsi indietro dalla connessione globale. Ci sono dubbi sul fatto possiamo creare una comunità globale che funzioni per tutti, e se il nostro percorso futuro è quello di collegare di più o di invertire la rotta”.

“le nostre più grandi opportunità sono ormai globali, come diffondere la prosperità e la libertà, la promozione della pace e della comprensione, aiutare le persone povere e accelerare lo sviluppo scientifico”. Ecco il motivo per cui Facebook ha deciso di cambiare il passo. Anche mettendo a disposizione più risorse e investimenti: la mia speranza è che un crescente numero di persone impegni la propria energia per costruire l’infrastruttura sociale a lungo termine necessaria a riunire l’umanità.

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