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Un solo candidato: la gauche vuole presentarsi unita in Francia

Trattative tra Benoît Hamon, Jean-Luc Mélenchon, e Yannock Jadot

Benoît Hamon
Benoît Hamon

globalist

17 Febbraio 2017 - 22.02


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Uniti contro il pericolo Le Pen; uniti per sconfiggere la destra di Fillon. Candidati che  (questo è il sospetto) potrebbero essere appoggiati da Putin perché critiche verso l’Unione europea.
Così in Francia sono sempre di più i simpatizzanti della gauche che invocato un’unione tra le tre sinistre in corsa per l’Eliseo: quella radicale del socialista Benoît Hamon, quella antisistema di Jean-Luc Mélenchon, e quella ecologista di Yannock Jadot.
Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Odoxa per France Info, il 60% dei simpatizzanti sogna una candidatura unica. Per il 44%, Mélenchon, candidato della France Insoumise, dovrebbe ritirarsi e cedere lo spazio a Hamon, candidato del reddito di cittadinanza che ha sconfitto l’ex premier Manuel Valls nelle primarie socialiste di fine gennaio. Solo il 16% preferirebbe lo scenario inverso.
Dopo un primo colloquio nei giorni scorsi, i due candidati si sono riparlati anche oggi. Mentre Libération chiede la convocazione di un dibattito a tre Hamon-Jadot-Mélenchon.
In una lettera inviata a Hamon, Mélenchon si è detto “pronto a federare i partiti della gauche tradizionale”. Ma chiede “garanzie politiche precise”. Tra queste, non scendere a patti elettorali – né alle presidenziali né alle legislative – con il candidato ‘liberal’ di En Marche!, Emmanuel Macron. Ma soprattutto Hamon si deve impegnare a rompere con l’eredità di François Hollande, anche abolendo le misure “più emblematiche del quinquennio” come la contestata riforma del Lavoro, “lo stato d’emergenza permanente” decretato dopo gli attentati del 2015 o l'”uscita dal nucleare”.
 In caso di accordo, si dice “pronto a consultare le 250’000 persone che si sono personalmente schierate al suo fianco sulla proposta che gli sarà fatta”.
Hamon si è mostrato possibilista. “Dobbiamo discutere delle condizioni in cui un’unione è possibile, in fondo, si tratta di capire chi è in grado di rappresentare meglio la gauche di domani tra Yannick Jadot (candidato Europe Ecologie – Les Verts, ndr), Jean-Luc Mélenchon e il sottoscritto”.
Gli ecologisti si sono espressi in maggioranza per l’apertura di trattative in vista di un possibile patto. In radio, Hamon ha passato in rassegna i punti in comune con le altre due gauche alternative, come “l’aspirazione ad una VI Repubblica o la conversione ecologica della nostra economia”. Quello che “ci separa”, invece “è la costruzione europea”. In sostanza: lui ci crede ancora, ma Mélenchon per niente.

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