Gli indiani si ribellano a Trump: non costruirai il muro con il Messico sulle nostre terre

Molte tribù si stanno mobilitando: prima si muovevano in libertà tra i due paesi

Gli yaquies vivono lungo la frontiera messico-americana

Gli yaquies vivono lungo la frontiera messico-americana

globalist 14 febbraio 2017

Gli ambientalisti, i gruppi anti-razzisti, le donne, le associazioni che lottano a favore dei diritti umani e per l'integrazione: tra i tanti oppositori al muro di Trump lungo la frontiera Messico-Usa ci sono le diverse tribù di nativi che vivono nella fascia a ridosso del confine. Nel mirino dei Sioux e di altri nativi dunque non c'è solo l'oleodotto che aveva già suscitato polemiche e scontri durante la presidenza Obama, ma anche il muro voluto da Trump.
La tribù dell'Arizona Tohono O'odham, che controlla di fatto circa un milione di ettari in parte confinante con il Messico, ha già manifestato il suo fermo "no" alla barriera voluta dalla Casa Bianca.
Questa 'nazione' conta oggi con circa 28 mila persone, sottolineano i media locali. Prima del trattato Guadalupe-Hidalgo, che nel secolo XIX costò al Messico la perdita di una parte importante del proprio territorio, e il suo passaggio nella mani degli Usa, i Tohono O'Odham si muovevano in libertà tra l'Arizona e lo stato messicano di Sonora.
Ad aderire al movimento anti-muro ci sono poi gli Yaquies. "Siamo arrivati prima che i paesi e le frontiere ci dividessero, e siamo furiosi", sottolineano alcuni dei leader delle tribù, al termine di una visita della 'nazione' Tohono lungo la frontiera Messico-Usa.
Bill Means, appartenente ai Lakota e tra i fondatori del Consiglio internazionale dei trattati 'indios', ha d'altro canto denunciato in particolare gli abusi avvenuti sul fronte dei diritti umani, sottolineando di essere stato in questi giorni testimone di arresti, molti di donne e bambini, da parte di pattuglie di frontiera americane.