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Trump uccide le speranze dei Sioux: firmerà il permesso per l'oleodotto

La perforazione potrebbe cominciare subito.

Protesta Sioux
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globalist

8 Febbraio 2017 - 11.34


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L’ultimo permesso necessario per la costruzione del  Dakota Access Pipeline, l’oleodotto fortemente osteggiato dai Sioux, sta per essere concesso da Donald Trump. ll via libera alla ripresa dei lavori e’ stato annunciato dal vicesegretario all’esercito Paul Cramer per le prossime ore, grazie alla rimozione di quegli ostacoli burocratici che finora hanno fermato il progetto. In particolare verra’ garantita alla Energy Transfer Partners una servitu’ di 30 anni sotto il lago Oahe, in North Dakota. Per settimane i nativi sono stati sul piede di guerra denunciando i rischi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni attraversati dall’oleodotto.

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Si avvicina così l’ultima tappa, quella che vede l’inizio delle attività di perforazione, nel territorio dove attivisti e ambientalisti si sono accampati per quasi un anno. Gli ingegneri dell’esercito hanno comunicato in una lettera indirizzata al membro del congresso americano – Raúl Grijalva – l’intenzione di concedere un permesso speciale per far passare il discusso oleodotto attraverso il fkume Missuri, in Nord Dakota. Lettera in cui peraltro è specificato che il genio Militare (il ramo dell’esercito specializzato in ingegneria e progettazione) intende evitare il consueto periodo di attesa di 14 giorni dopo la notifica al congresso degli atti. Ciò significa che la perforazione potrebbe cominciare subito.

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Lo studio sull’impatto ambientale del progetto, avviato dall’amministrazioen Obama è stato cancellato da Trump. Ma la tribù Sioux promette battaglia in tribunale, ma la compagnia incaricata del progetto non intende retrocedere e annuncia che il progetto potrà essere concluso in appena 60 giorni.

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