Trump: grande giorno, costruiremo il muro

Il neo presidente ha anche dato il via libera agli oleodotti Keystone e Dakota ed è pronto a proibire l'ingresso negli Usa ai cittadini di Siria, Iran, Iraq, Somalia, Libia, Yemen e Sudan.

Donald Trump

Donald Trump

globalist 25 gennaio 2017

"Grande giorno domani (oggi in Italia, ndr.) per la sicurezza nazionale. Tra le tante cose, costruiremo il muro!". Lo ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. L'annuncio conferma così le anticipazioni del New York Times sulla firma di un decreto sull'immigrazione e la costruzione della barriera al confine col Messico.


Trump ha quindi continuato anche nel secondo giorno del suo mandato a imprimere la sua firma su decreti esecutivi, sovvertendo alcuni dei punti fermi della precedente amministrazione Obama. Oltre al muro infatti, il neo presidente ha siglato ordine, ovvero il rilancio di due grandi oleodotti, il Keystone XL e il Dakota Access: “Gli oleodotti si costruiranno negli Stati Uniti come si faceva ai vecchi tempi”. Secondo il New York Times  Trump è pronto anche per firmare un altro decreto, quello che proibirà l’ingresso negli Usa ai cittadini di sei stati islamici ritenuti a rischio, a cominciare da Siria e Iran.


Il Keystone XL e il Dakota Access. Il presidente Trump autorizza dunque la costruzione di due grandi oleodotti (i progetti dovranno comunque essere rivisti) che nei mesi scorsi avevano scatenato numerose proteste, soprattutto da parte dei nativi americani. Il Keystone XL (che l’amministrazione Obama aveva bloccato dal novembre 2015) trasporta greggio pesante delle sabbie bituminose dal Canada alle raffinerie sulla costa del Golfo del Messico, mentre il Dakota Access dovrebbe collegare i giacimenti di Bakken nel North Dakota con il centro di stoccaggio di Patoka in Illinois. Per questo ultimo oleodotto, i Sioux avevano protestato perché l’oleodotto passa sui loro territori sacri.


La “black list” degli stati islamici. L’altra importante decisione anticipata dal New York Times e che sarà firmata  oggi è il blocco “almeno temporaneamente” negli States ai cittadini di Siria, Iran, Iraq, Somalia, Libia, Yemen e Sudan: le richieste di ingresso da questi paesi dovrebbero essere sottoposte a un’istruttoria di revisione della durata di almeno un mese. La “black list” è stata compilata ritenendo questi Paesi “succubi del al terrorismo” e ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale. Questa misura dovrebbe essere accompagnata da un congelamento di quattro mesi almeno nell’accoglimento di richieste di asilo politico. Non farebbero eccezione a questa stretta nemmeno i minori provenienti da paesi in guerra.


Senato, ok ad Haley ambasciatice Onu. Intanto il Senato degli Stati Uniti ha confermato la nomina di Nikki Haley, governatrice repubblicana della South Carolina, come ambasciatore americano all'Onu. L'approvazione della nomina avanzata da Donald Trump è avvenuta a grandissima maggioranza: 96 voti favorevoli e soltanto quattro contrari, nonostante l'inesperienza in materia di politica estera della governatrice repubblicana.