Gaza, arrestato un bimbo di 7 anni mentre va a scuola

Una immagine orrenda. Un bambino di 7 anni portato via dai militari israeliani.

Bimbo palestinese arrestato

Bimbo palestinese arrestato

globalist 22 dicembre 2016

L’ufficio dell’ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha detto a Ma’an di aver registrato ad Aida dal 1 settembre al 28 novembre almeno 43 palestinesi feriti dalle forze israeliane, compresi 14 bambini.Per l'esercito israeliano non ci sono differenze di età, anche un bimbo può finire in manette. Dura la vita nel ghetto, sotto il muro della vergogna.
Su Internazionale sempre interessante leggere le cronache di Amira Hass, giornalista israeliana che vive a Ramallah. Questa è l'ultima pubblicata:
Una lunga fila di luci rosse squarciava l’oscurità. Poteva significare soltanto una cosa: una lunga attesa per le automobili al checkpoint che separa Ramallah dai villaggi orientali. Sono trascorsi circa venti minuti prima che la mia auto fosse la terza davanti ai soldati: due figure scure vicino a una cabina e un’altra su una torretta fatta di blocchi di cemento. La prima macchina è partita e quella che mi precedeva è avanzata. La figura scura sulla torretta mi ha fatto un cenno con la mano. Significava che potevo avanzare. Ho percorso un metro o due e poi ho sentito le grida. Uno dei soldati vicino alla cabina ha armato il suo fucile e ha mirato alle ruote. Era pronto a sparare.


Ho tirato fuori la testa dal finestrino e ho urlato in ebraico: “Siete impazziti, perché mi puntate il fucile?”. Mi ha detto di spegnere il motore. L’ho fatto. Poi mi ha detto di avvicinarmi. Non ho capito se dovevo farlo in macchina o a piedi. Mi ha risposto: “In macchina”. Quando ci siamo trovati faccia a faccia il soldato, un ebreo etiope, mi ha chiesto un documento d’identità e ha cominciato a farmi la predica: “Non sa che questa è una zona di sicurezza? Non sa che di recente c’è stato un attacco?”. Gli ho risposto: “So che qui ci sono soldati e che uccidono persone ogni giorno”. “Non è vero”, ha detto il suo collega.


Mentre andavo via ho aggiunto: “L’unica cosa che so è che siete in un posto dove non dovreste stare”. Il soldato etiope ha risposto: “Su questo sono d’accordo con lei”.





Questa bimba nella foto si chiama invece Ahed Tamimi, è una ragazzina bionda palestinese al quale il Dipartimento di Stato Usa ha negato il visto per entrare negli Usa. Per questo pugno levato. Era previsto che Tamimi facesse parte del No Child Behind Bars / Living Resistance speaking tour, un tour per gli Stati Uniti che inizierà il 15 gennaio 2017, ma secondo una mail inviata ieri dai Friends of Sabeel North America (FOSNA), le è stato negato il visto d’ingresso.