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Amnesty denuncia: Erdogan ha deportato 500mila curdi negli ultimi mesi

La zona di Diyarbakir è sottoposto ad una feroce repressione: molti cacciati con la scusa della sicurezza

Una protesta di curdi in Turchia
Una protesta di curdi in Turchia

globalist

6 Dicembre 2016 - 22.42


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Sono i numeri della repressione di Erdogan: oltre mezzo milione di curdi sono stati costretti ad abbandonare le loro case a seguito della brutale repressione da parte delle autorità turche che siè avuta nel corso dell’anno passato.
Una sorta di punizione collettiva contro le richieste di autonomia da Ankara.
La denuncia è di Amnesty International.
Molte case che si trovano nei quartieri meridionali della città curda di Diyarbakir (la capitale non ufficiale del Kurdistan) sono state distrutte dai bombardamenti, molte altre sono state demolite e espropriate per spianare la strada ad un progetto di riqualificazione  che in realtà beneficia solo pochi residenti.
“Un anno dopo l’inzio coprifuoco che è stato imposto nei quartieri, migliaia di persone sono tuttora sfollate dalle loro case e cercano di far quadrare i conti e di fronte un futuro incerto in un clima sempre più repressivo”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International in Europa.
“Mentre la repressione della società civile nel sud-est della Turchia è stata ampiamente raccontata, è stata spesso ignorata la deportazione forzata che ha devastato la vita della gente comune sotto il pretesto della sicurezza”, ha detto.

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