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Al via il riconteggio voti nel Wisconsin, dubbi sul ribaltamento dell'esito

Le operazioni dovranno concludersi entro il 31 dicembre.

Usa 2016
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globalist

28 Novembre 2016 - 19.48


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Il riconteggio dei voti in Wisconsin, chiesto formalmente dalla candidata presidenziale dei verdi, Jill Stein, dovrà essere concluso entro il 13 dicembre: è questa la deadline prevista dalla legge federale. Le operazioni per riesaminare le preferenze cominceranno nelle prossime ore con la riunione della commissione ad hoc.
L’istanza della Stein è stata appoggiata anche dalla campagna di Hillary Clinton, suscitando l’indignazione del presidente eletto Donald Trump, che ha contrattaccato sostenendo che la sua rivale ha ricevuto milioni di voti illegali in alcuni Stati, senza i quali lui avrebbe vinto anche il voto popolare. Evocando irregolarità elettorali, tuttavia, rischia di delegittimare anche la propria vittoria.
La Stein intende chiedere il riconteggio anche in Michigan e in Pennsylvania. 

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I dubbi. Ma il riconteggio dei votipotrebbe essere amaro per Hillary Clinton che già lo scorso 8 novembre ha visto vincere il repubblicano Donald Trump nel cosiddetto Badger State. A dirlo è il presidente della Commissione elettorale dello Stato.
Mark Thomsen, il democratico che presiede la Wisconsin Elections Commission, ha detto che l’unica cosa che potrebbe cambiare è il margine di vittoria del miliardario di New York. Dei 2,975313 milioni di voti espressi in Wisconsin, 1,404 milioni sono andati a Trump e 1,382 milioni circa alla rivale democratica. Il libertario Gary Johnson ne ha portati a casa 106.585 e Stein 31.006. “Non ho dubbi che il presidente eletto vinca”, ha detto Thomsen in conferenza stampa.

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Negando che le attrezzature per il voto siano state manomesse, Thomsen ha aggiunto che “guarderemo al riconteggio completato e troveremo che il sistema ha funzionato bene”. L’uomo a capo della Commissione elettorale del Wisconsin ha però criticato l’ultima esternazione di Trump, secondo cui “se si tolgono i milioni di persone che hanno votato illegalmente” è lui ad avere vinto il voto popolare e non la rivale Hillary Clinton, che invece non ha saputo raggiungere i 270 grandi elettori necessari per vincere la presidenza.
“E’ spiacevole che il presidente eletto sostengano che ci siano problemi enormi con il nostro sistema e che stia alimentando teorie cospirazioniste”, ha detto Thomsen. “Dire che la gente ha contato voti illegali, dal mio punto di vista, è un insulto alla gente che gestisce le nostre elezioni”.

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