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Usa 2016, speriamo che sia femmina

Ecco perché, anche se imperfetta, Hillary Clinton deve diventare la Presidente degli Stati Uniti d'America. [Claudia Sarritzu]

Hillary Clinton
Hillary Clinton

Claudia Sarritzu

8 Novembre 2016 - 18.26


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di Claudia Sarritzu

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Hillary Clinton non è la miglior candidata che un democratico poteva sperare di vedere alle presidenziali. E forse non è neppure la miglior donna in politica in circolazione oggi negli Stati Uniti che le donne americane sognavano di vedere alla Casa Bianca.
Ma questa nonostante sia una partita al ribasso è pur sempre una partita importante da giocarsi, per vari motivi: il primo, da donna, è che questa donna piena di difetti e poco di sinistra (forse meno femminista di Sanders, che sì sarebbe stato un grande Presidente) se vince lancia un messaggio da  non sottovalutare al mondo intero, una donna può diventare il capo di uno dei paesi più potenti sul pianeta. E i messaggi come le parole sono pietre, i simboli cambiano la storia e Hillary Clinton, la tradita first lady umiliata pubblicamente dal caso Lewinsky negli anni 90, oggi può riscattare un genere considerato sempre secondo e subalterno all’uomo. Lei alla Casa Bianca può governare non solo fare la consorte buona e zitta.
Secondo: perché una donna per diventare qualcuno deve essere per forza la più brava tra le donne e anche tra gli uomini? Perché dobbiamo essere perfette per essere considerate competitive, delle vergini e martiri come Maria, l’unica donna a cui la cultura cattolica ha perdonato l’esistenza? Perché a noi è richiesto di più? O geni o niente? Ecco, se vince Hillary Clinton finalmente anche una donna mediocre, come capita tutti i giorni in tutti gli stati agli uomini mediocri, può diventare Presidente!
Terzo: a una donna è data la possibilità di salvare gli Usa e quindi gran parte del mondo che guarda agli Usa, dal razzismo, da una politica xenofoba che in un Paese nato dalla forza dei migranti rinnega se stesso attraverso l’odio e i muri.
Ecco oggi se fossi americana voterei per la Clinton perché il tempo di fare gli  schizzinosi è finito. Ora tocca votare la meno peggio. Oggi saprei che dovrei salvare il mio paese da un impostore pericoloso, misogino , razzista e disonesto (è lui stesso a dire con orgoglio che  non paga le tasse).
Oggi spererei che sia femmina. Perché un giorno grazie a questa donna che non piace tanto (non è la paladina che si sognavano le suffragette un secolo fa) potremmo lavorare per avere in ogni Paese democratico una donna che invece ci piace e che dovrà alla Clinton la fine di un tabù.

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