Diritti umani violati: stop Usa alla vendita di armi alle Filippine

Bloccata la spedizione di 26mila fucili d'assalto alle forze di polizia di Manila: Obama detesta Duterte

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte
Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte
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1 Novembre 2016 - 17.29


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Le parolacce, le offese all’ambasciatore Usa e a Obama. Poi le continue violazioni dei diritti umani con una sostanziale legittimazione degli omicidi extragiudiziali per “ripulire” le Filippine da drogati e spacciatori.
Così il Dipartimento di Stato Usa ha bloccato la vendita di 26mila fucili d’assalto alle forze di polizia filippine a causa delle preoccupazioni per le violazioni dei diritti umani.
I rapporti tra i due Paesi si sono complicati da quando a fine giugno è salito al potere il nuovo presidente Rodrigo Duterte, criticato da Washington per i metodi cruenti nell’ambito della lotta alla droga.
Il mese scorso Duterte – che in un’altra dichiarazione ha fatto un pericoloso richiamo a Hitler – ha affermato che l’uccisione di persone innocenti e bambini è un «danno collaterale» nella battaglia contro la droga. E da quando è alla guida delle Filippine sono già state ammazzate oltre 2.300 persone in operazioni di polizia.
Una rottura definitiva con Manila potrebbe tuttavia creare problemi agli Stati Uniti in una regione dove sta crescendo l’influenza della Cina.

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