Mosul, donne, anziani, bimbi provano a fuggire dalla guerra

Immagini drammatiche da Mosul. Si prospetta una nuova catastrofe umanitaria.E gli scudi umani cercano di scappare e non essere bersagli.

In fuga dalla guerra
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26 Ottobre 2016 - 18.31


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Immagini di guerra, immagini di eserciti armati che avanzano e di militari dell’Isis che difendono le loro postazioni. Sarà un’altra stagione di morti e di attentati, di sangue e fuga disperata di donne, bimbi, civili. Nel decimo giorno dell’offensiva per riconquistare Mosul, le bombe esplodono e i civili imtrappolati in città sono tutti scudi umani. I 30mila militari iracheni e le truppe curde avanzano, mentre continuano i raid dell’aviazione statunitense, britannica e francese.

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Secondo gli esperti sono almeno cinquemila i jihadisti del gruppo Stato islamico asserragliati a Mosul. E dall’inizio dell’effensiva si parla di 10mila abitanti costretti a lasciare le loro abitazioni. Solo il 25 ottobre 3.300 iracheni in fuga sono stati trasferiti ei campi d’accoglienza. Un numero enorme, in un solo giorno.

La guerra ha anche una forte componente mediatica. Basta leggere i nostri giornali e fare qualche paragone per capire come due situazioni simili sono considerate in modo dissimile. Il tema di questi giorni sono gli scudi umani, per l’appunto. Se donne, civili e bambini moriranno sotto le bombe della coalizione occidentale di chi sarà la colpa? Ovviamente dei terroristi dell’Isis. Invece ad Aleppo est? dove bombardano i russi? Anche in questo caso l’Onu aveva parlato di scudi umani potenziali. Ma i media occidentali, figuriamoci gli italiani, si sono ben guardati dal farlo sapere.
In conclusione, senza considerare i due pesi e le due misure mediatiche, c’è da rilevare che la guerra è sempre nociva, ammazza sempre persone che prima vivevano e che quasi mai erano lì a combattere, ma erano lì dove sono cadute le bombe perché quella era casa loro.

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