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Mosca annuncia: il 20 ottobre tregua di otto ore per evacuare Aleppo

'Pausa umanitaria' per i malati e i feriti. Nonché per il ritiro dei miliziani. Onu punta ad allungare il cessate il fuoco. Niente sanzioni Ue alla Russia.

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globalist

17 Ottobre 2016 - 21.21


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Il 20 ottobre dalle 8 del mattino alle 16 “nella zona di Aleppo sarà introdotta una ‘pausa umanitaria’” per “evacuare i malati e i feriti nonché per il ritiro dei miliziani” da Aleppo: lo ha detto il generale russo Serghiei Rudskoi, citato dalla Tass. “Capiamo – ha detto Rudskoi – che ci può volere molto tempo per concordare tutte le questioni perciò noi abbiamo preso la decisione di non perdere tempo e di iniziare le pause umanitarie soprattutto per il passaggio libero dei cittadini pacifici, per evacuare i malati e i feriti nonché per il ritiro dei miliziani. A questo scopo – ha precisato il generale – il 20 ottobre, dalle 8 del mattino fino alle 16, nella zona di Aleppo sarà introdotta una pausa umanitaria”. Secondo Rudskoi, in questo periodo le forze aeree russe e le forze governative sospenderanno i raid aerei e gli attacchi con altri tipi di armamenti. Il generale Rudskoi ha poi aggiunto che “nonostante il fatto che i partner americani hanno rinunciato alla separazione dei terroristi dall’opposizione moderata, la Federazione Russa sta lavorando insieme all’Onu e ai paesi che hanno un’influenza su Al Nusra per il ritiro da Aleppo delle formazioni di quest’ultima in conformità all’iniziativa dell’inviato speciale dell’Onu in Siria Staffan de Mistura”.

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La Russia “deve esercitare la sua influenza per fermare i bombardamenti” su Aleppo “nei prossimi giorni”, ha dichiarato intanto il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, sottolineando che “la leva” per convincere Mosca è “quella politica” perché per la Russia “non può sacrificare al sostegno di Assad ogni ruolo costruttivo nella crisi siriana: il prezzo sarebbe troppo elevato sul piano politico”.

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Onu, insufficiente tregua di 8 ore ad Aleppo  – Le Nazioni Unite giudicano non sufficienti le 8 ore di tregua dei raid aerei su Aleppo, in Siria, proposte per giovedì 20 ottobre dalla Russia in modo da inviare gli aiuti umanitari. “Accoglieremmo con favore qualunque pausa nei combattimenti, ma c’è bisogno di una tregua più lunga al fine di portare gli aiuti”, ha spiegato il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarric. 

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Niente nuove sanzioni per la Russia per lintervento in Siria, mentre nei prossimi giorni arriverà un inasprimento di quelle per il regime di Damasco. Dal Consiglio esteri Ue arriva la “forte condanna” dei bombardamenti sui civili ad Aleppo condotti “dal regime e dai suoi alleati” ed il “forte appello” alla Russia a fermare il massacro. Da Mosca giunge invece la notizia di una tregua di 8 ore, il 20 di ottobre, per “evacuare i malati e i feriti nonché per il ritiro dei miliziani”. Una tregua umanitaria giudicata ‘insufficiente’ dall’Onu che chiede un cessate il fuoco più lungo ‘al fine di portare gli aiuti’.
Dal Consiglio Ue non è arrivata nessuna proposta di nuove misure economiche contro Mosca. Una possibilità che, secondo Paolo Gentiloni, al tavolo di Lussemburgo – cui ha partecipato anche l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura – è stata evocata “solo per definirla come non realistica e non attuabile”, anche da parte dei Paesi che sarebbero teoricamente favorevoli. “Non pensiamo che le sanzioni siano strumenti che possano aiutare la gente di Aleppo” perché hanno la loro efficacia “in anni, non in settimane”, spiega il capo della Farnesina. Concetto ribadito dal tedesco Steinmeier. La priorità dell’azione europea resta sull’azione politica e diplomatica, per fermare al più presto la catastrofe ad Aleppo. Col francese Jean-Marc Ayrault che avverte: “Se il regime riuscirà” a far cadereAleppo e a massacrare la sua popolazione, sarà “una macchia che resterà nella storia della Ue”.
L’obiettivo è quello di fare pressione su Mosca, convincendola che ha più da perdere che da guadagnare nella difesa di Assad. La Russia, è il ragionamento di Gentiloni, sta facendo di tutto per riconquistarsi il ruolo di superpotenza mondiale a fianco degli Stati Uniti. Ma agli occhi “dell’Europa e della comunità sunnita”, osserva il capo della Farnesina, “il prezzo di questa azione indiscriminata è veramente alto”.
“Tenendo conto dell’ aspirazione della Russia di avere un ruolo maggiore di altri sullo scenario internazionale, vale la pena metterlo in gioco per sostenere Assad?”.
Intanto Londra sembra passare già ad un giro di vite di sanzioni, con ‘Russia Today’ che ha denunciato di essere stata cacciata come cliente dalla banca Natwest (del gruppo Rbs, nazionalizzato durante la crisi). La portavoce del ministro degli esteri Serguei Lavrov ha reagito duramente (“Sembra che abbandonando la Ue Londra abbia lasciato in Europa i suoi obblighi sulla libertà di parola”), ma in serata la premier Theresa May ha chiarito che quella della NatWest è stata una decisione autonoma della banca, non promossa dal governo.
In Siria altri due raid sulle abitazioni civili ad Aleppo est oggi hanno fatto altre trenta vittime. L’annuncio di Mosca sulla “pausa umanitaria” di otto ore è stata accolta con favore da Mogherini: “ogni cosa che può alleviare la catastrofe umanitaria” è benvenuta – ha detto – ricordando però che l’Onu aveva chiesto una tregua di almeno 12 ore.
Nell’ottica dell’offensiva diplomatica europea, Mogherini ha ottenuto anche il via libera per lanciare “colloqui” sul futuro assetto del paese con i principali attori regionali, ovvero Turchia, Iran e Arabia Saudita, ma anche con le opposizioni, le donne, le chiese e la società civile. “Non è una sovrapposizione” alle altre iniziative, specifica la ministra degli esteri europea sottolineando che “trovare un terreno comune” sulla ricostruzione e sul “dopo”, anche allo scopo di creare un clima di fiducia tra gli “attori regionali”.

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