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Soldi e scandali: il diario del ministro libico che fa tremare Sarkozy

Un sito francese rivela: l'ex presidente francese ricevette fondi neri da Gheddafi per sostenere la campagna di Sarkozy nel 2007.

Nicolas Sarkozy e Muammar Gheddafi
Nicolas Sarkozy e Muammar Gheddafi

Francesco Ditaranto

28 Settembre 2016 - 18.39


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Non è la prima volta che si parla di un presunto finanziamento della campagna elettorale di Nicolas Sarkozy per le presidenziali del 2007 (vinte contro la socialista Ségolène Royal) da parte del vecchio rais libico, Muammar Gheddafi. Era già successo nel 2015, quando l’ex-ministro degli interni francese e strettissimo collaboratore di Sarkozy, Claude Gueant, era stato arrestato per un versamento sospetto da 500.000 euro finito sul suo conto. Da ieri, però, i sospetti stanno prendendo corpo grazie alle rivelazioni di Mediapart, quotidiano online che si occupa di giornalismo d’inchiesta, in maniera particolarmente efficace e, spesso, scomoda.

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Secondo il sito d’inchiesta, le novità su questa vicenda, mai chiarita e ora all’attenzione degli inquirenti francesi, verrebbero dal diario dell’ex-ministro libico Choukri Ghanem, Il vecchio titolare del dicastero del petrolio, che nel 2011 aveva abbandonato il campo di Gheddafi, racconta di 6,5 milioni di euro donati, in più soluzioni, dal governo del suo paese per sostenere la campagna di Sarkozy nel 2007. La testimonianza di Ghanem non sarebbe di poco rilievo, non soltanto per il suo rango, ma anche perché l’ex-ministro avrebbe assistito ad almeno una riunione nella quale si faceva riferimento al versamento di alcuni milioni di euro su conti legati, in qualche maniera, al candidato Sarkozy. E’ il caso, sempre secondo Mediapart, di un incontro tra alti dignitari dell’allora regime libico, tenutosi il 29 aprile 2007, poco prima del ballottaggio delle presidenziali, del quale l’ex-ministro dava conto nel suo diario.

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La storia, però, sembra avere risvolti molto simili a quelli ai quali siamo abituati da questo lato delle Alpi, in quanto sarà impossibile per i giudici francesi interrogare Ghanem. Il motivo è semplice: è morto nell’aprile 2012. E anche la sua scomparsa ne ricorda, almeno a prima vista, molte altre. L’ex-ministro del petrolio di Gheddafi è stato ritrovato annegato nel Danubio. Inizialmente, la polizia austriaca non aveva escluso l’ipotesi di un omicidio, ma, alla fine, l’affare era stato derubricato a semplice incidente. Per i magistrati di Vienna, Choukri Ghanem è morto annegato, in seguito a un malore che lo avrebbe colpito mentre passeggiava, solo e di prima mattina, sulle rive del fiume.

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Queste rivelazioni, sulle quali ancora piena luce deve essere fatta, gettano l’ennesima ombra sulla presidenza di Sarkozy e, ancor di più, sul protagonismo francese nell’attacco alla Libia del 2011, quando, appunto, fu Parigi a determinare l’accelerazione (e a prendere di fatto la guida) dell’intervento nel paese africano, che portò alla caduta di Gheddafi. I dubbi circa i reali motivi di quella operazione, si fanno sempre più insistenti.

Non è escluso che quanto riportato da Mediapart possa pregiudicare la corsa di Nicolas Sarkozy nelle primarie del centrodestra, in programma tra poche settimane.

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