Siria, la fragile tregua Russia-Usa è 'clinicamente morta'

Sabra, dell'Alto comitato per i negoziati: niente aiuti ad Aleppo. Il cessate il fuoco violato centinaia di volte.

Aleppo

Aleppo

globalist 19 settembre 2016

Russia e Usa si accusano reciprocamente di sabotare la tregua ma chi paga è il popolo siriano. Un dirigente delle opposizioni siriane ha definito oggi "clinicamente morta" la tregua in vigore da una settimana in Siria. Russia e Usa si accusano reciprocamente di sabotare la tregua.
La denuncia. Parlando con l'agenzia Ap, George Sabra, dell'Alto comitato per i negoziati, ha sottolineato che il cessate il fuoco continua ad essere violato in diverse regioni del Paese e che le principali strade per l'arrivo degli aiuti umanitari alle popolazioni non sono state aperte. In particolare i convogli non hanno potuto raggiungere la città di Aleppo.


L'opposizione ha accusato le forze governative di avere violato la tregua 254 volte dal suo inizio. I media governativi di Damasco affermano che i ribelli l'hanno violata 32 volte soltanto ieri.


La situazione. Quattro raid aerei hanno colpito i quartieri orientali della città di Aleppo in mano alle forze di opposizione e assediati dai primi di settembre dalle forze governative. Si tratta dei primi raid sulla città nel nord della Siria, da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco concordato da Mosca e Washington.
Molte persone sarebbero rimaste ferite e altre presumibilmente uccise.


Non è ancora chiaro chi abbia condotto i bombardamenti. Ma potrebbe trattarsi con ogni probabilità di una ritorsione condotta da Damasco e Mosca dopo gli attacchi della coalizione a guida statunitense che hanno ucciso decine di soldati delle forze del presidente Bashar al Assad nell'est del paese. La coalizione ha poi attribuito a un errore il raid contro le unità di Damasco, scambiate per milizie Isis.


L'errore, vero o pilotato, s'inquadra nelle tensioni tra Russia e Stati Uniti che convolgono praticamente ogni settore strategico mondiale e ha esacerbato i toni tra Mosca e Washington che si scambiano roventi e reciproche accuse di voler mandare in pezzi il cessate-il-fuoco in Siria.


In cinque anni, la guerra ha fatto oltre 300mila morti e ha costretto a fuggire da casa metà della popolazione siriana e sarà al centro delle discussioni all'Assemblea generale delle Nazioni unite, l'annuale appuntamento internazionale che si aprirà a New York, focalizzato quest'anno sul problema delle migrazioni.