Riaperto in parte l'ospedale pediatrico di Idlib bombardato venerdì

Due persone erano rimaste uccise mentre altre sei sono rimaste ferite e una donna incinta di sei mesi ha perso entrambe le gambe

Un bambino ferito nei bombardamenti
Un bambino ferito nei bombardamenti
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31 Luglio 2016 - 13.10


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Finalmente una buona notizia dopo lo scempio dell’altrop giorno: hanno lavorato ininterrottamente tutta la giornata di ieri per riattivare almeno in parte i servizi dell’ospedale ostetrico di Idlib, in Siria, messo in ginocchio dopo il bombardamento di venerdì 29 luglio che ha ucciso due persone, mentre altre sei sono rimaste ferite e una donna incinta di sei mesi ha perso entrambe le gambe.

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Al momento, spiega una nota di Save the children, la struttura opera ad un livello ridotto ed è solo in grado di supportare i casi di emergenza e gli interventi non chirurgici. “I cesarei non possono essere eseguiti perché le attrezzature necessarie e i generatori sono stati danneggiati negli attacchi – spiega l’organizzazione -. Ma i lavori di riparazione sono in corso. Il personale medico ha riferito che anche l’ambulanza dell’ospedale è stata danneggiata durante i bombardamenti. Lo staff ne ha preso in prestito una da una struttura vicina in modo da essere in grado di trasferire le donne che hanno bisogno di cesarei o che hanno complicazioni durante il parto ad altri servizi di emergenza nelle strutture dell’area circostante. La maggior parte dei mobili dell’ospedale è stata danneggiata negli attacchi, insieme a tre incubatrici e altre apparecchiature fondamentali”. “Siamo molto grati al personale ospedaliero di Idlib per la resilienza e l’intraprendenza che sta dimostrando in questa situazione tremendamente difficile – ha dichiarato Sonia Klush, direttore di Save the Children in Siria -. Stanno lavorando giorno e notte, correndo contro il tempo, per assicurarsi che l’ospedale possa continuare a sostenere le donne e i bambini nel momento del bisogno. Tutte le sale travaglio e le incubatrici sono state spostate ai piani sotterranei per maggiore sicurezza e il personale è riuscito a trovare un generatore e un’ambulanza, presi in prestito da altre strutture, pur di rimanere operativi. L’ ambulatorio è stato chiuso fino a nuovo ordine, ma ci sono 6 ostetriche che lavorano in ospedale e che possono assistere le donne durante il parto anche nelle loro case”..

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