Bombardato l'ospedale pediatrico di Save the Children a Idlib

La struttura è nella zona sotto il controllo dei ribelli. L’ospedale adesso è inagibile.

Siria, raid aereo contro un ospedale pediatrico
Siria, raid aereo contro un ospedale pediatrico
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29 Luglio 2016 - 17.41


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Ancora sangue in Siria: questa volta nel mirino dei raid aerei è finito l’ospedale pediatrico di Idlib. A denunciarlo è su twitter Save the Children Uk, citato per primo dalla Bbc. Nella struttura, che è la più grande  della zona oltre ad essere anche l’unica nell’arco di 110 chilometri: l’ospedale ogni mese assiste circa 1.350 tra donne e bambini e vi avvengono oltre 320 parti assistiti. Secondo l’organizzazione non governativa ci sarebbero decine di vittime, ma al momento non si hanno numero certi sul numero di morti.

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Save the Children: siamo inorriditi. “Inorriditi dalla notizia che una clinica ostetrica che sosteniamo è stata bombardata. La violenza DEVE fermarsi. Da questo dipendono le vite dei bambini”, ha scritto Save the children su Twitter. La ong ha pubblicato anche un video in cui mostra l’ospedale dopo il bombardamento. Il nosocomio si si trova a Kafer Takhareem. “I nostri pensieri sono con le famiglie e i membri dello staff sul terreno”, ha aggiunto ancora Save the children. Il complesso sanitario, che collabora da anni con Save the Children, è stato in parte distrutto, soprattutto nella parte dell’ingresso principale. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione dell’opposizione con sede a Londra, ha riferito invece che la struttura “non è quasi più operativa” a causa dei danni subiti.

Non si sa chi ha compiuto il raid aereo. La cittadina è nelle mani dei ribelli del Libero L’ospedale nella zona controllata dai ribelli. Esercito Siriano e, oltre all’ospedale, è stato colpito e gravemente lesionato anche un edificio adiacente della Difesa Civile, un corpo volontario di auto-tutela che opera nelle zone del Paese controllate dalle forze ostili al regime di Bashar al-Assad.

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Un altro ospedale nel mirino dei raid aerei. Quello di oggi è solo l’ultimo degli ospedali finiti nel mirino delle bombe piovute dal cielo nelle zone controllate dai ribelli, soprattutto da parte dell’aeronautica siriana. La settimana scorsa diversi raid in meno di 24 ore hanno colpito quattro ospedali da campo e una banca del sangue nella zona ribelle e assediata di Aleppo, seconda città del Paese.

Clicca qui per guardare il video postato su Twitter da Save the Children.

Mario Giro: morti operatori e pazienti. “A 5 mesi dal bombardamento che colpì l’ospedale di Medecins Sans Frontieres, ora giungono notizie gravi del bombardamento di ospedale di Save the Children in Siria. Si tratta di una situazione inaccettabile” ha scritto in una nota, il viceministro per la cooperazione internazionale Mario Giro. “Come si vede, come si sa, gli autori dei bombardamenti sono diversi ma il terribile risultato è sempre lo stesso: uccisione di operatori umanitari e pazienti delle strutture sanitarie colpite. Basta con questi attacchi indiscriminati contro strutture che dovrebbero essere protette e restare fuori dai combattimenti. L’Italia -ribadisce che il diritto internazionale umanitario sia rispettato in ogni caso”.

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