Erdogan mostra i muscoli: in migliaia in piazza inneggiano il Sultano

Manifestazione a Istanbul sul Ponte sul Bosforo per protestare contro il tentativo di golpe

Manifestazione pro Erdogan
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22 Luglio 2016 - 09.52


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Muscoli, forza, determinazione. E una corsa sfrenata verso lo stato autoritario, Anzi per rendere lo stato autoritario ancora più duro.
Così migliaia di sostenitori del presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno manifestato a Istanbul sul Ponte sul Bosforo per protestare contro il tentativo di golpe della scorsa settimana. Armati di bandiere della Turchia, i dimostranti hanno sfilato lungo il ponte, dalla parte asiatica a quella europea della città. “I nostri martiri sono immortali, la nostra Nazione non può essere divisa” e “Siamo sul posto dove tutto è cominciato”, sono stati tra gli slogan intonati dai manifestanti come riportano i media filogovernativi.

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Il Ponte sul Bosforo è stato teatro di scontri la notte del 15 luglio, quella del fallito golpe. Il 15 luglio sarà in Turchia dal prossimo anno la giornata della commemorazione dei “martiri” del tentativo di colpo di stato, ha detto ieri Erdogan durante una conferenza stampa a Istanbul. “Le generazioni future non dimenticheranno mai gli eroi della battaglia per la democrazia”, ha affermato, ribandendo la necessità di andare avanti con i raduni nelle piazze che il governo considera “a difesa della democrazia”.
Il presidente turco, come riporta l’agenzia di stampa ufficiale Anadolu, è tornato quindi ad invitare i cittadini del Paese a radunarsi nelle piazze delle città, per denunciare il fallito golpe, “fin quando il nostro Paese non si sarà completamente lasciato alle spalle questa difficile fase”. Le proteste contro il tentativo di colpo di stato sono “l’antidoto più efficace”, ha detto, chiedendo alla popolazione “ancora un po’ di pazienza e di sacrifici”.

“Chiedo alla mia eroica Nazione, che ha sventato il tentativo di golpe militare con lungimiranza e coraggio, di continuare il presidio democratico nelle strade”, ha affermato Erdogan, che ha parlato con il premier Binali Yildirim e il capo di Stato Maggiore, Hulusi Akar, al suo fianco.

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Il governo di Ankara considera Fetullah Gulen come l’ispiratore del colpo di stato e durante la manifestazione di ieri in molti hanno intonato slogan contro l’imam che vive in Pennsylvania. Da allora una colossale epurazione ha colpito le istituzioni dello Stato e da ieri nel Paese, che ha annunciato la sospensione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, è in vigore lo stato d’emergenza.

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