Storia di Emmanuel, fuggito dai terroristi di Boko Haram: ucciso da un razzista italiano

C'è il brutale terrorismo dell'Isis, ma anche quello più sottile che si alimenta di odio e intolleranza. Entrambi uccidono innocenti.

Donne protestano contro Boko Haram
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6 Luglio 2016 - 21.58


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di Emanuele Conegliano

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Ci si può offendere quando qualcuno dice “scimmia” a tua moglie? Certo. Si può. Anzi, si potrebbe.
Ma in Italia non si può. Noi siamo il paese in cui un parlamentare di lungo corso ha potuto dare dell’orango  a una sua collega parlamentare, perché africana e nera.
Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo di 36 anni, era fuggito con la moglie 24enne Chinyery. Aveva trovato ospitalità presso il seminario arcivescovile della cittadina marchigiana di Fermo. Dove la Chiesa, sensibile all’appello di papa Francesco, aveva aperto le sue porte.
Emanuel era fuggito dalla Nigeria. Quel paese infestato dai terroristi di Boko Haram, sanguinari fanatici affiliati all’Isis. Era fuggito dalla miseria, dagli attentato quotidiani, dalle bombe contro i cristiani.
Emanuel aveva cercato scampo dai terroristi ed è stato ucciso da un razzista italiano. Uno di quei razzisti che ora come non mai sentono il vento dell’intolleranza alle spalle.
Perché chi soffia sull’odio parla di una sola cosa: di immigrati, di scimmie, di islamici (senza ovviamente fare distinzioni, come se non fossero i musulmani le prime vittime dell’Isis) di mangiapane a tradimento, di criminali.
Sarebbe bello se alcuni politici e caporioni nostrani che sui “negri” cercano di dare un motto alla loro nullità intellettuale dicessero una parola chiara e netta di condanna. Ad esempio che il razzismo e xenofobia fanno schifo. Ma non lo faranno.
E così in questi tempi grami dobbiamo convivere con due terrorismi. Il primo, quello delle stragi di Parigi, Bruxelles, Istanbul, Dacca.
L’altro, quello più sottile, il terrorismo dell’odio e dell’intolleranza. Il terrorismo delle menzogne.
Emanuel ha avuto solo la libertà di scegliere di quale terrorismo morire.
Il presidente Mattarella, così sensibile, lanci un segnale: vada ai suoi funerali. In nome di tutti gli italiani che non sono razzisti. E nemmeno terroristi.

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