Il Parlamento Ue vota la mozione per una Brexit veloce

A larghissima maggioranza il Parlamento Europeo chiede una risoluzione veloce. Merkel: "Nessun privilegio"

Jean Claude Juncker

Jean Claude Juncker

globalist 28 giugno 2016

Il Parlamento europeo a larghissima maggioranza (395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti) ha chiesto "una implementazione rapida e coerente della procedura di revoca" dell'appartenenza del Regno Unito alla Ue. La seduta straordinaria ha quindi approvato la risoluzione bipartisan, aumentando il pressing su Londra. Del resto il concetto che in queste ore hanno fatto passare tutti gli Stati membri è chiaro: adesso la Gran Bretagna non può aspettarsi di avere gli stessi privilegi che aveva prima senza rispettare gli obblighi.


Cameron: il processo sia costruttivo. "Voglio che sia un processo il più costruttivo possibile, con un risultato il più costruttivo possibile, perché lasciamo la Ue, ma non voltiamo le spalle alla Ue, con questi Paesi siamo partner, amici, alleati, vogliamo il rapporto più stretto possibile in termini di commercio, cooperazione e sicurezza", ha detto il premier britannico David Cameron.


Tusk: rispettare i trattati. "La Ue è pronta a partire con quel processo anche oggi", ma "dobbiamo rispettare anche i Trattati che dicono che sta al Governo britannico avviare la procedura, è il solo modo legale, tutti devono essere consapevoli di questo e perciò dobbiamo essere pazienti", ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, annunciando quindi un vertice informale straordinario Ue senza il Regno Unito a settembre a Bratislava: sul tavolo ci sarà un punto chiave, ovvero il futuro dell'Ue.


M5s e Lega Nord votano con Farage. Tra coloro che hanno votato contro la risoluzione del Parlamento, sostenuta da popolari, socialisti, liberali e verdi, ci sono anche i 17 europarlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno così condiviso la linea di Nigel Farage, il leader dell'Ukip che ha trionfato al referendum sulla Brexit. Tra i 200 voti contrari, oltre a quelli dell'Efdd, gruppo euroscettico, ci sono pure i voti dei conservatori Ecr,  dell'Enf di Marine Le Pen e la Lega Nord di Matteo Salvini, oltre ai gruppi di estrema destra neofascista.


Renzi: è impossibile far parte di una comunità accettando solo i vantaggi. "Questo non è il momento della divisione, ma della visione per l'Unione europea", ha detto il premier Matteo Renzi, in un’intervista alla Cnn prima della riunione del Consiglio europeo. Renzi in mattinata aveva incontrato il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz: "Siamo pronti a fare tutto il necessario, se servirà, per garantire la sicurezza dei risparmiatori e dei cittadini", ha aggiunto il premier, specificando che bisogna aprire una stagione d'investimenti in Europa. "È impossibile fare parte di una comunità, accettando solo i vantaggi - ha continuato Renzi - se si fa parte di una famiglia, bisogna accettare anche gli aspetti negativi. Non si può essere comunitari solo sull'economia e non sui valori, non si può accettare l'idea che la Gran Bretagna faccia parte del mercato unico senza che prenda in considerazione i problemi, come quello dell'immigrazione. È il momento per l'Ue di dimostrare di avere dei valori, non solo degli interessi economici".


Merkel: nessun privilegio. La Merkel non ha intenzione di cedere alle richieste britanniche: come ha sottolineato la Bild, per la cancelliera, che sposa di fatto la linea di Juncker, il divorzio non sarà consenziente. Il Regno Unito, secondo le intenzioni della Merkel, non dovrà nemmeno presiedere da metà 2017 la presidenza di turno dell'Ue. "La Germania e l'Ue condurranno le trattative per l'uscita della Gran Bretagna sulla base dei propri interessi. Significa che le trattative con uno Stato terzo non possono mettere in discussione le conquiste dell'unità europea per i suoi 27 membri", ha scritto Bild, riportando fonti vicine alla cancelliera. "La Gran Bretagna non può aspettarsi di non avere più obblighi, ma mantenere i privilegi" di un legame con l'Ue che, comunque "è abbastanza forte per sopravvivere all'uscita della Gran Bretagna, è abbastanza forte per continuare ad andare avanti con 27 paesi membri", avrebbe detto Merkel.