Armenia, l'ira della Turchia contro il Papa: mentalità da crociata

Ad Ankara non sono andate già le coraggiose parole del pontefice sulla strage degli armeni

Papa Francesco e Catholicos Karekin

Papa Francesco e Catholicos Karekin

globalist 26 giugno 2016

E meno male che Francesco non vive nella Tuchia di Erdigan, altimenti lo avrebbero già arrestato e gettato la chiave: Perché da Ankara ci sono andati giù pesanti: "il Papa e il papato “portano ancora tracce di mentalità da crociata”. Parole del vice primo ministro turco Nurettin Canikli nel corso di una conferenza stampa in riferimento all’ennesima condanna lanciata da Papa Francesco riguardo il genocidio armeno avvenuto nel 1915.

Bergoglio, alla presenza del presidente della Repubblica armena e alle autorità politiche e diplomatiche del Paese, nel suo primo giorno di visita, non si era limitato a leggere il testo preparato in precedenza, nel quale si parlava di “grande male”, ma abbandonando il discorso era tornato a parlare di “genocidio”, proprio come aveva già fatto un anno fa (12 aprile) nella basilica vaticana in occasione delle celebrazioni per il 100mo anniversario dello sterminio.
In quell’occasione, le parole del Papa suscitarono una violenta reazione da parte del governo turco che convocò il nunzio apostolico in Turchia Antonio Lucibello e richiamò ad Ankara l’ambasciatore turco presso la Santa Sede. Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, spiegò che le parole del Pontefice rivelavano “una discriminazione dei musulmani e dei turchi di fronte ai cristiani”. Il 13 aprile, l’ambasciatore turco in Vaticano, Mehmet Paçaci, con una nota definì quella di Francesco “un’inaccettabile strumentalizzazione politica”, che “è discutibile sotto tutti i punti di vista, che è basata sul pregiudizio, che distorce la storia e che riconduce il dolore sofferto in Anatolia nelle particolari circostanze della Prima Guerra Mondiale ai membri di una sola religione”.
Canikli, rispondendo alla domanda di un giornalista, ha criticato le parole del Pontefice, affermando che non hanno alcuna relazione con la verità storica. “Innanzitutto è un peccato che il Papa abbia fatto tali osservazioni. L’attività del Papa e il papato portano ancora tracce della mentalità da crociata. I suoi non sono commenti imparziali, non hanno alcun rapporto con la realtà”. Poi, Canikli ha aggiunto che la verità “sul cosiddetto “genocidio” è conosciuta da tutti, anche dagli armeni stessi”.