Rifugiati, 3 europei su 4 preoccupati per la condizione dei minori

Lo dice un sondaggio promosso da Save the children in 18 paesi. Italiani e spagnoli i più interessati al fenomeno

Bambino rifugiato, immagine d'archivio
Bambino rifugiato, immagine d'archivio
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20 Giugno 2016 - 09.27


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Il livello di preoccupazione riguardo alla discriminazione dei piccoli rifugiati in alcuni Paesi europei, come Svezia, Regno Unito, Danimarca e Germania, è al di sotto della media globale, mentre sono Spagna e Italia, tra i Paesi del Vecchio continente, a essere maggiormente preoccupati da questo fenomeno (con un tasso rispettivamente dell’86% e del 78%). Eppure, pochi degli intervistati sarebbero disposti a compiere azioni concrete per combattere il fenomeno: quattro su 10, a livello globale, sarebbero anche disposti ad accogliere un numero maggiore di bambini rifugiati nel proprio Paese. In Italia la percentuale degli intervistati favorevoli a questa misura si assesta al 33 per cento (un altro terzo è neutrale), seconda solo alla Spagna tra i paesi europei esaminati (Spagna, Italia, Germania, Regno Unito e Danimarca). “Da un lato, le aree di conflitto, i paesi sottoposti a dittature feroci o quelli attraversati da gravi crisi e instabilita’ che sfociano in violenze sui civili, e, dall’altro, le emergenze climatiche destinate a moltiplicarsi stanno costringendo milioni di bambini con le loro famiglie, e a volte anche da soli, a fuggire dopo aver perso tutto, per salvarsi o cercare l’unica possibilità di futuro altrove”, ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. “La comunità internazionale ha il dovere di accogliere e proteggere adeguatamente i bambini profughi. Una responsabilità verso la quale, purtroppo, l’Europa per prima non ha saputo dimostrare alcuna leadership positiva”.

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Almeno 3,5 milioni di bambini rifugiati nel mondo non hanno accesso alla scuola, e sono per questo ancora più vulnerabili alle discriminazioni e agli abusi, allo sfruttamento da parte dei trafficanti o costretti a matrimoni precoci e lavoro minorile. Secondo il 77% degli intervistati nell’ambito del sondaggio di Save the Children, i bambini rifugiati e sfollati hanno diritto all’educazione come qualsiasi altro bambino, ma solo la metà di loro crede che la scuola debba essere una priorità per questi bambini. Il sondaggio è stato realizzato dal 23 marzo al 14 aprile nei seguenti paesi: Australia, Cina, Danimarca, Filippine, Germania, Giordania, India, Indonesia, Italia, Kenya, Messico, Nigeria, Norvegia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Svezia. (www.agensir.it)

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